Antonis Samaras, Primo ministro ellenico, secondo indiscrezioni giornalistiche sembrerebbe pronto a chiedere una proroga sula patto sancito tra la Grecia e gli stati dell'Unione Europea che vedevano fissato il termine al 2014 per il risanamento del debito. Perentoria la risposta da Berlino: per la Grecia nessuna proroga.
Il portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, Steffen Seibert fa subito sapere che non sarà ammessa alcuna proroga alla Grecia.
L’incontro previsto il 24 agosto a Berlino tra Merkel e Samaris non prevede nessuna possibilità di proroga agli impegni presi dallo stato ellenico con l’Unione Europea, la Banca Centrale e il Fondo Monetario Internazionale.
Berlino è rigida su tale posizione e ribadisce che nessun incontro, neanche quello con il ministro francese Hollande, con cui Samaras dovrà incontrarsi a Parigi il 25 Agosto, potrà apportare modifiche al piano di ripristino del debito Greco.
La Grecia dovrà tenere fede all’impegno preso di accelerare le riforme, altrimenti il Fondo Monetario bloccherà gli aiuti e non potranno esserci altri aiuti, rischiando di lasciare la Grecia al proprio destino.
Philipp Roesler vice cancelliere tedesco dichiara senza remore che l’uscita dall’euro di Atene non lo preoccupa e che, addirittura, non vede la possibilità che la Grecia possa uscire dalla crisi in cui è immersa.
Bisognerà comunque aspettare l’autunno quando la Trojka (la commissione che tiene i contatti con Ue, BCE e FMI) stilerà il rapporto sull’andamento delle riforme e del debito ellenico.
La notizia di una possibile fuoriuscita dalla zona Euro da parte di Atene sembra non faccia più paura, quasi che parlarne abbia in qualche modo scongiurato la paura.
Non è ingiustificata la durezza tedesca, è stato infatti lo stesso Samaras a dichiarare che i tagli di 11 miliardi di euro previsti per risanare il debito, non possono essere eseguiti per via delle condizioni disastrose in cui versa l’intera popolazione.
Mentre Atene è sotto osservazione una settima regione spagnola, la Murcia ha dichiarato di correre verso lo stato di bancarotta finanziaria, insorge così il popolo tedesco che non ha intenzione di sobbarcarsi i debiti delle regioni sud europee in stato di forte disavanzo.

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