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Delitto di Cogne: Annamaria Franzoni rischia di tornare in carcere

La Prima sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, ha accolto il ricorso presentato dalla Procura di Bologna contro la concessione del regime domiciliare di espiazione della pena ad Annamaria Franzoni, condannata con sentenza definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Samuele, di soli tre anni.

La Cassazione ha rinviato la decisione al Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che già oggi sarà chiamato a riesaminare la precedente decisione.
La Corte è giunta alla decisione di accogliere il reclamo, rinviando nuovamente la decisione al Tribunale di Sorveglianza, contro il parere della stessa Procura Generale che, nella persona del dottor Francesco Salzano, aveva espresso parere favorevole alla concessione del beneficio.

La Procura Generale di Bologna, che aveva depositato il ricorso contro la concessione della detenzione domiciliare, ha sostenuto che la stessa non possa essere concessa alle detenute madri di prole con età superiore ai 10 anni: la Franzoni, il cui figlio minore ha superato tale età, non potrebbe pertanto beneficiarne.

Il Procuratore Generale, viceversa, nel concedere parere favorevole alla misura, ha sostenuto che la stessa possa ritenersi ammissibile sulla base della considerazione che, al momento del deposito della relativa istanza, il figlio della detenuta possedeva i requisiti di età richiesti.

La Corte, decidendo per il rinvio, ha ritenuto di accogliere la prima tesi: le motivazioni della sentenza sono attese tra trenta giorni.

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