Tutti, guardie penitenziarie e detenuti, vittime di quell'inferno dantesco, chiamato carcere. In aumento i suicidi degli uni e degli altri, a testimoniare un disagio che, giorno dopo giorno, va crescendo...
L’associazione Ristretti Orizzonti passa al contrattacco e lancia l’allarme: dall’inizio del mese nelle carceri italiane sono morte ben sedici persone. Quello di Luglio, in particolare, si è rivelato decisamente un mese nero per i decessi nelle prigioni, con guardie, detenuti e ufficiali di polizia coinvolti nello stesso atroce destino.

Basti pensare che, solo quest’anno, il totale dei decessi tra i detenuti ha raggiunto quota novantadue: ebbene, ben trentadue di queste morti sono state causate da un suicidio. Sette suicidi sono stati registrati anche nella Polizia Penitenziaria, compreso quello di un Ispettore Capo. A luglio, tra l’altro, morte delle morti hanno avuto i contorni del giallo: ben cinque detenuti morti impiccati, un detenuto ad Aversa ammazzato con una bombola del gas dal compagno di cella, un detenuto a Siracusa morto a causa di un digiuno durato quasi un mese, tre poliziotti penitenziari che si sono sparati con la pistola di ordinanza.

E a questi occorre aggiungere i casi di cinque prigionieri morti per cause naturali mai chiarite. Secondo Rita Bernardini, esponente del Partito Radicale, “un anno fa il Presidente della Repubblica delineò il caso come una questione urgente sotto il profilo civile e costituzionale, ma da allora non è cambiato niente”.

Anche Papa Benedetto XVI, nel corso dell’ultimo Angelus, ha rivolto una preghiera alle centinaia di detenuti costretti a vivere e morire in condizioni penose. Insomma, la vera guerra per l’Italia non sembra combattersi in Afganistan o in Iraq, ma nelle varie carceri nazionali. E sembra già persa.

Tag: carcere, Papa Benedetto XVI, Ristretti Orizzonti, suicidio
Autore: Giuseppe Genova
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