La scelta fatta da "Rivoluzione civile" di usare la celebre icona "Quarto Stato" del pittore Giuseppe Pelizza, meglio noto come Pelizza da Volpedo, non è piaciuta al sindaco Caldone. In una lettera aperta, il primo cittadino di Volpedo ha spiegato le sue ragioni ad Antonio Ingroia.
Giancarlo Caldone, sindaco del Comune di Volpedo (Alessandria) che ha dato i natali al famoso artista Giuseppe Pellizza, ha deciso di prendere posizione riguardo all’uso del quadro “Quarto Stato” (vera e propria allegoria delle battaglie sindacali della classe operaia) da parte di Antonio Ingroia.
Com’è noto, Ingroia è il candidato alla Presidenza del Consiglio di “Rivoluzione civile”, movimento che si propone di evocare, con tale immagine, l’idea di un popolo intero che si mette in marcia, compatto e a testa alta, per ottenere giustizia sociale e rispetto dei diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione.
Caldone sostiene che l’uso di tale immagine è fuori luogo e si è detto disgustato dalla scelta di utilizzare un pezzo così importante della Storia dell’Arte italiana a scopi elettorali e quindi particolari.
In questo modo, infatti, all’icona di Pelizza da Volpedo è attribuito un preciso significato politico.
Ricordiamo che l’opera “Quarto Stato” è conservata a Milano e precisamente nel Museo del Novecento. Questo quadro è infatti di proprietà del Comune di Milano, ma è stato utilizzato diverse volte da artisti come Bernardo Bertolucci e Adriano Celentano e perfino, in ambito pubblicitario, da aziende come la Lavazza.
Secondo il sindaco Caldone, inoltre, anche dal punto di vista meramente estetico lo stilizzato scelto da Ingroia e dal suo staff è discutibile.
Giuseppe Pelizza (nato a Volpedo nel 1868 e morto nel 1907) fu un esponente del Divisionismo, prima e della Corrente sociale poi.
Studiò a Castelnuovo Scrivia, per poi frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Brera. Fu allievo di Giuseppe Bertini, Giuseppe Puricelli e Francesco Hayez. Visse a Roma e Firenze.
Nel 1966 le figlie di Pelizza da Volpedo decisero di donare al Comune lo studio-atelier del padre.
Tag: Antonio Ingroia, Giuseppe Pelizza da Volpedo, Quarto Stato
Autore: Elisa Chiodi
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