Non accenna a placarsi lo sciame sismico derivato dai forti terremoti che nelle scorse settimane hanno flagellato l'Emilia, il Veneto e la Lombardia: nella notte si sono registrate altre scosse.
Sembra non avere mai fine l’incubo dei 18 mila sfollati del terremoto in Emilia: dopo qualche giorno in cui sembrava che le scosse fossero finalmente diminuite e si stessero placando, lasciando presagire che “il dopo terremoto” fosse ormai vicino, un’altra forte scossa di grado 4.2 sulla scala Richter, che ha portato con se un altra serie si repliche di minore intensità che si sono susseguite anche questa notte, ha fatto ripiombare gli emiliani nello sconforto.
Sono state, infatti, 9 le scosse di terremoto che l’INGV ha registrato nella notte appena passata, con la più forte che ha toccato i 2.8 gradi della scala Richter: è stata registrata alle 3.32 di questa mattina, con un ipocentro ad appena 4.9 km di profondità ed epicentro localizzato tra le province di Modena e Mantova.
Un’altra notte di paura, quindi: una scossa del 2.8 viene definita dai sismologi quasi un’attività regolare del nostro tessuto tettonico, un’intensità che rientra nella norma dell’evoluzione tellurica del nostro Paese, specie dopo terremoti violenti come quelli del 20 e del 29 maggio in Emilia, tuttavia coloro che vivono quella condizione stentano a considerarla normalità, anche perché nel corso dei giorni hanno sviluppato una sensibilità maggiore alle scosse, avvertendo quindi anche quelle più lievi, che oltre alla terra fanno tremare lo spirito già fortemente provato.
Nonostante tutto, gli abitanti cercano di ristabilire condizioni di vita normali, di riappropriarsi della propria quotidianità strappata via; a Carpi, uno dei comuni maggiormente colpiti, da sabato è attivo un servizio di bus navetta per il mercato, che ha traslocato dal piazza Martiri (oggi zona rossa) alla zona industriale, in via Tolomeo. Partirà dalla stazione ferroviaria di Carpi e avrà una frequenza di mezz’ora, il giovedì e il sabato, giorni in cui si tiene il mercato, dando a tutti la possibilità di riprendere un’attività normale: può sembrare poco, ma è un inizio importante per risollevarsi e tornare a vivere.
Piccole conquiste, piccoli passi, verso una rinascita che sembra lontana, ma che con caparbietà gli emiliani stanno inseguendo, sfidando anche il terremoto che si appresta a diventare compagno di vita per lungo tempo ancora.

Tag: terremoto, Terremoto Emilia
Autore: Elisa Chiodi
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