Si è aperta, al Castello di Rivoli, la grande mostra dedicata a Thomas Shütte, una delle figure di spicco del panorama culturale internazionale, con l'esposizione di diciotto grandi figure femminili che creano inquietudine nell'osservatore.
Thomas Shütte è uno dei maggiori e più apprezzati protagonisti della scena culturale internazionale. Rivelatosi alla fine degli anni ’80, nel corso della sua parabola artistica ha concentrato progressivamente il suo sguardo sulle figure umane, passando dalle piccole forme degli inizi ai bozzetti realizzati tra il 1997 e il 1999, che raffiguravano nudi di donna fatti con ceramiche colorate. Proprio questi bozzetti, sono considerati dagli addetti ai lavori fondamentali e necessari per capire la successiva evoluzione dell’artista e, in particolare, la straordinaria tensione cui dona vita la connessione che diventa infine vera e propria contrapposizione permanente tra elementi figurativi e materiali che sono all’apparenza in contraddizione.
I personaggi che prendono vita da questa concezione estetica, sono deformati sino al grottesco, tanto da sembrare un parto di Goya. Collocati sul piazzale del Castello di Rivoli, fanno da sentinella spettrale ai diciotto nudi femminili che sono i grandi e reali protagonisti della mostra. Le diciotto sculture in questione, sono una sorta di viaggio nel tempo, coi loro corposi riferimenti storici ed artistici che vanno da Matisse a Picasso, passando per Dalì e per Moore. A differenza di altri artisti meno provvisti di talento, però, Thomas Shütte non si limita ad un citazionismo sterile, ma rielabora la grande lezione di questi artisti in un processo che reinventando le figure, alla fine riesce a veicolare un’impressione di contemporaneità realmente straordinaria.
Il percorso creato dalla sequenza delle statue, contribuisce a creare nell’osservatore un’impressione di grande forza ed energia espressiva e alla fine crea il senso di una sfida vinta in pieno. La sfida in questione è quella che sembra quasi impossibile in partenza, il rilancio in una nuova chiave non più ancorata a schemi e modelli del passato di una scultura caratterizzata da tecniche e materiali che abbiano però una matrice ben fissata nel presente e nella tradizione, dando luogo ad una nuova estetica capace di portare la statuaria monumentale ad un confronto con il passato senza rimanere prigioniera dello stesso.
Tag: scultura, Thomas Shütte, Torino
Autore: Elisa Chiodi
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