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Siria: ora gli insorti si lanciano alla conquista di Damasco

L'annuncio è arrivato proprio ieri: i ribelli confermano l'inizio della battaglia per la liberazione di Damasco, che andrà avanti ad oltranza fino all'ottenimento di concreti risultati. Nel frattempo continuano i combattimenti tra le due fazioni che vedono anche la mobilitazione dell'esercito.

18 luglio, 2012 by Chiara Molinari in Mondo con 0 Commenti

Ad annunciare l’inizio della battaglia è stato il colonnello portavoce in Siria della Afp, Kassem Saadeddine che ha affermato di voler continuare ad oltranza fino alla caduta della città. Gli scontri, infatti, non sembrano affatto diminuire e tra i principali successi rivendicati dall’esercito ribelle vi è quello dell’abbattimento di un elicottero, inoltre vi sono state sparatorie con mitra in pieno centro e continue lotte governative anche nelle zone più periferiche.

Nella sola giornata di ieri, come osservato dall’Ondus, a causa degli scontri, vi sono stati circa cinquanta morti e moltissimi feriti tra cui ventotto civili. Tra le molte vittime dei quartieri bombardati di Damasco figura inoltre, riportato secondo fonti anonime, il capo della polizia cittadina, il generale Issa Duba, rimasto ucciso nei fuochi avvenuti nel quartiere di Midan. I ribelli non accennano affermarsi e continuano a sparare ripetutamente anche nelle vie cittadine luogo delle manifestazioni del regime come la via Baghdad.

Nel frattempo in Russia il presidente Putin ha incontrato Kofi Annan per assicurargli il suo totale sostegno a favore di una risoluzione positiva degli scontri. Mosca è infatti tra i principali alleati del regime Assad. Oggi invece, il consiglio di sicurezza dell’Onu parteciperà a New York ad un incontro atto a stabilire nuove soluzioni risolutive che non entrino in contrasto col governo Russo. Ma sul fronte delle lotte sorgono altre indiscrezioni preoccupanti, anche se non completamente ufficializzate, come quella che il Regime di Assad sia pronto ad un attacco con le armi chimiche. Tali notizie, vere o false che siano, hanno insospettito il governo americano che non ha perso tempo ricordando al presidente Assad il grosso carico di responsabilità che ricadrebbe sul suo governo nel caso venga confermata l’ipotesi inerente l’uso di armi chimiche. Il governo ha ribadito comunque la tutela verso i cittadini, incoraggiandoli a lasciare in fretta il paese.

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Autore: Chiara Molinari

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