Turchia. Due terremoti in tre giorni. L'intensità delle scosse scende, ma la paura continua a salire nonostante nell'ultimo episodio non si siano verificati grossi danni.
A tre giorni di distanza dalla prima terribile scossa di 6.1 gradi della scala Richter, il sudovest della Turchia torna drammaticamente a tremare alle 00:58 di mercoledì 13 giugno.
L’Usgs, il Servizio Geologico degli Stati Uniti, avrebbe registrato un terremoto di magnitudo 4.3, con ipocentro a 35 km di profondità ed epicentro a 74 km a est della greca Rodi ed a 117 km a sud della città di Mugla.
Il 10 Giugno in occasione del primo sisma furono dichiari 60 feriti, mentre al momento non si rilevano danni a persone o cose.
La scala Richter stabilisce il grado d’intensità del terremoto basandosi sulla quantità di energia sprigionata dal sisma e non prende in cosiderazione come dato scientifico la quantità di danni arrecati all’ambiente che è al contrario il punto di partenza della scala Mercalli per appurare la forza dell’evento sismico.
La tabella di riferimento della Richter va da meno 2.0 gradi a 10.0, a cui corrispondono le varie descrizioni ed effetti delle scosse telluriche. La Turchia dunque negli ultimi tre giorni è passata da un terremoto classificabile come ‘forte’ ad uno ‘moderato’ ma pur sempre importante.
Si attendono aggiornamenti nelle prossime ore, sperando tuttavia che le notizie relative all’assenza di ulteriori feriti nella notte a cavallo tra 12 e 13 giugno rimangano invariate.

Autore: Chiara Molinari
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