Scoperta dalla Guardia di Finanzia una maxi truffa da 7 milioni e 500 mila euro a danni dello Stato. Arrestato Gian Maria Rossignolo presidente della De Tommaso.
La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato questa mattina il noto imprenditore piemontese Gian Maria Rossignolo di 82 anni presidente della casa automobilistica italiana De Tommaso fondata nel lontano 1959 a Modena dal pilota di origini argentine Alejandro De Tommaso.
Secondo quanto emerso dalle indagini Rossignolo sarebbe responsabile di una truffa ai danni dello Stato per un valore complessivo di ben 7 milioni e 500 mila euro. A Rossignolo, per il quale il provvedimento è stato tramutato in arresti domiciliari presso la propria abitazione nella provincia di Alessandria, gli viene contestato l’illecito di aver percepito dallo Stato 7 milioni e 500 mila euro per organizzare e tenere all’interno dell’azienda dei corsi di formazione che invece, a quanto si apprende dalle indagini, non sarebbero mai stati effettuati nella realtà.
Le accuse che sono state mosse dal giudice per le indagini preliminare, a Rossignolo sono otre a quella della truffa ai danni dello Stato, anche quelle della reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Con le stesse accuse sono finiti in manette il socio dell’azienda automobilistica, il 57enne nativo di Livorno Claudio De Grate e il mediatore finanziario originario della provincia di Bergamo, Christian Limota di 33 anni. La stessa Guardia di Finanza oltre a tali misure cautelari ha eseguito ben otto perquisizioni in altrettanti immobili riconducibili agli indagati e all’azienda. Azienda che in mattinata è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Torino e per questa ragione adesso, Rossignolo, De Grate e Limota rischiano di essere accusati anche di bancarotta fraudolenta.
Le indagini erano state avviate alcun mesi fa allorché la Procura di Torino insospettita da quanto stava succedendo all’interno della società, decise di incaricare la Guardia di Finanza di effettuare alcuni accertamenti tesi a capire come fossero stati utilizzati i finanziamenti che in parte la Regione Piemonte ed in parte l’Unione Europa aveva elargito affinché fossero istituiti i suddetti corsi di formazione. In particolare i corsi di formazione dovevano essere utilizzati come una sorta di ammortizzatore sociale a favore di un migliaio di operai messi in cassa integrazione dal 2010. Infine, gli stessi investigatori hanno reso noto che sono sotto la lente di ingrandimento anche altri 6 milioni di euro che l’azienda aveva conseguito precedentemente con lo stesso scopo.

Tag: arresto, bancarotta fraudolenta, Gian Maria Rossignolo, Torino, truffa
Autore: Elisa Chiodi
Commenta l'articolo, cosa ne pensi?