Misteri

Vaticano: il mistero della Chiesa più segreto di sempre. Il cronovisore di Padre Ernetti

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Ci sono stati momenti del recente passato in cui la cosa qualcuno riteneva che la cosa fosse  fattibile e non solo fantascientifica.
Mi riferisco alla storia per certi versi misteriosa di Padre Ernetti e del suo gruppo di dodici scienziati.
Che cosa ha pensato e poi, qualcuno sostiene, costruito questo padre benedettino?

L’assunto di partenza è la consapevolezza che qualsiasi avvenimento vissuto lascia tracce energetiche pressoché imperiture e che con un apposito macchinario creato ad hoc si potrebbe essere in grado di trasformare queste stesse tracce energetiche in immagini e suoni. Da qui la possibilità che si possano rivedere tutti gli avvenimenti del passato che le hanno prodotte.
A suffragio dell’esistenza di queste tracce energetiche ci vengono in aiuto le teorie radioestesiche. Ricordiamo che il termine radioestesia sta ad indicare una sensibilità particolare nel percepire le emissioni radianti provenienti dagli oggetti. Un esempio è la rabdomanzia, cioè la capacità di individuare sorgenti d’acqua sotterranee.
Ciò che però ci viene in aiuto per il nostro assunto iniziale è la cosiddetta remote viewing che permette di misurare energeticamente a distanza oggetti, persone o situazioni attraverso l’utilizzo di strumenti radioestesici. Che cosa si percepisce e misura se non le tracce energetiche che costituiscono una sorta di ologramma di realtà remote nel tempo e/o nello spazio?
Volendo citare la Fisica subatomica ecco che il Teorema di Bell ha dimostrato materialmente come si può agire a distanza addirittura modificando la struttura di particelle elementari di energia pur agendo dall’altra parte del Pianeta.
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Tornando alla storia di Ernetti occorre sapere che, partendo dalle considerazioni appena viste, negli anni sessanta parlò al mondo del suo Cronovisore,che, a suo dire, sarebbe stato  in grado di captare suoni e immagini del passato, ed era stato creato in collaborazione con dodici scienziati fra cui Padre Agostino Gemelli, che aveva fondato a Milano l’università Cattolica, Werner Von Braun, Enrico Fermi, ecc.
L’uomo di ingegno riportò alcune scene viste con il suo strumento come Cicerone e la passione di Cristo e durante il Congresso dell’87 a Riva del Garda spiegò che il cronovisore captava una scia energetica non solo visiva, ma anche sonora, lasciata dagli uomini, scia che non si distrugge mai.
Il filmato fatto negli anni sessanta venne mostrato al Presidente della Repubblica, Gronchi, e a Pio XII nonchè ai membri dell’Accademia Pontificia. E lo stesso Ernetti ne parlò espressamente in un’intervista rimasta storica rilasciata alla Domenica del Corriere ( per la precisione il n. 18 del 2 Maggio 1972)
Poco tempo dopo quest’invenzione, sembra che entrarono in azione i servizi segreti delle due superpotenze per nascondere questa sconvolgente scoperta e quindi intervenne il Vaticano che obbligò Padre Ernetti al silenzio, perchè questa vicenda poteva suscitare veri e propri terremoti politici, filosofici, sociali e religiosi.
Questa vicenda fu messa sotto silenzio fino all’inizio del terzo millennio, fin quando cioè Peter Krassa lo fece tornare in auge per poi scrivere il suo libro “Il nuovo mistero del Vaticano” nel quale si sostiene che il Vaticano tenga nascosto nei suoi sotterranei il Cronovisore.
Nel libro di Padre Brune, “Papà aiutami“, l’Ernetti racconta d’aver fatto ricerche su Mussolini, su Napoleone, sugli antichi romani, sulla passione di Cristo, ecc.

“Abbiamo cercato di captare la Passione, ma ci siamo subito scontrati con una difficoltà: per quanto mostruoso possa essere questo supplizio, la crocifissione a quell’epoca era frequente. Crocifissi ce ne erano molti, qual’era Gesù? Anche la corona di spine come riconoscimento non poteva aiutarci, poiché contrariamente a quel che generalmente si crede, nemmeno la corona di spine era un fatto eccezionale. Allora abbiamo cercato di risalire un po’ più in alto e siamo arrivati all’Ultima Cena. A partire da quel momento, l’abbiamo visto e non l’abbiamo più lasciato. Era l’anno 36 della nostra era, e queste scene sono state captate tra il 12 e il 14 gennaio del 1956.”
Disse Padre Ernetti

A distanza di oltre mezzo secolo, quindi, la leggenda del cronovisore continua ad appassionare e porre legititimi interrogativi e se sono molti a ritenere in tutto quanto una ridicola fandonia domandandosi chi possa credere a tali “panzanate” , probabilmente, le vere domande da porsi sarebbero altre, quali: cosa ci guadagnava Padre Ernetti ad inventare una simile storia? O ancora perché non fu mai smentito dagli scienziati che parteciparono al progetto e alle ricerche nel passato?  O perchè l’intervista di Padre Ernetti al corriere non venne mai confutata?

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