Tra i molti esclusi dalle Olimpiadi, per pochi centesimi(vedi Howe) o per brutti infortuni, capita, nell'epoca dei Social, di essere stoppati per un commento inopportuno. Questo è quello che avvenuto all'atleta ellenica Papachristo.
Quando ormai l’inizio delle Olimpiadi di Londra è imminente, fa scalpore la notizia dell’esclusione dell’atleta greca Voula Papachristou a causa di una battuta razzista diffusa dall’atleta greca sul social network Twitter.

La battuta che è costata l’eliminazione alla Papachristou, specialista nel salto triplo, faceva riferimento alle zanzare che diffondono virus sul Nilo, la greca ha twittato sul noto social network un’infelice uscita che ha giustamente alzato un grande polverone: “Con tanti africani in Grecia, le zanzare che arrivano dal Nilo occidentale almeno riceveranno il cibo da casa“. Il Comitato olimpico greco ha subito deciso di escludere la triplista dalla competizione a cinque cerchi, facendo riferimento alle regole che regolano l’utilizzo dei social network, gli atleti erano stati incoraggiati a condividere sul web le proprie esperienze a Londra, ma quella della Papachristou sembra essere stata una battuta troppo infelice e , il capo della delegazione greca a Londra, Isidoros Kouvelos, ha dichiarato che ”Considerazioni di questo tipo non sono tollerate”.

A nulla sono servite le pronte scuse di Voula Papachristou diffuse attraverso un altro social network, ovvero Facebook, la triplista ha dichiarato di essere addolorata per la spiacevole battuta e di non aver avuto intenzione di offendere persone o calpestare diritti umani, ma per i vertici greci che hanno deciso l’esclusione della campionessa non c’è spazio per alcun tipo di ripensamento in merito all’esclusione poichè la saltatrice di triplo è andata contro “i valori e le idee che caratterizzano il movimento Olimpico”.

Con l’esclusione della Papachristou, che è sta deferita anche dalla commissione disciplinare, gli atleti greci a Londra scendono a 104.

Tag: Grecia, Olimpiadi di Londra 2012, Voula Papachristou
Autore: Giuseppe Genova
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