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Indagine Esportazione e Internazionalizzazione Confindustria Assolombarda

L’eredità della pandemia risulta aver gravato in maniera particolare sugli scambi commerciali della Lombardia: è pari a 13,5 miliardi la perdita di export regionale in un anno, l’equivalente di -10,6% nel 2020 rispetto al 2019.

Il 45% del fatturato è realizzato all’estero ma nel 2020 il 55% delle imprese ha subito un decremento dei ricavi: La ricerca di controparti estere e incontri B2B sono i principali servizi richiesti; USA, Russia e Germania sono i place to be per il prossimo triennio.

Come è stata la ripresa rispetto al potenziale?

I risultati dell’indagine contenuti nel Rapporto Internazionalizzazione 2021: se, ad esempio, un’azienda incassasse 450 dai mercati extracomunitari su un totale di 1.000, avrebbe un risparmio in termini di imponibile del 5,4% grazie all’Ires dimezzata (12% invece di 24%) sulla porzione di vendite generate all’esterno dai confini dei Paesi dell’Unione europea

Attualmente le imprese lombarde hanno già raggiunto quote di export pari al periodo pre-covid.

Dallo studio emerge come la quasi globalità delle imprese manifatturiere lombarde disponibili sui mercati esteri, prediligano l’export rispetto ad altre forme di internazionalizzazione come la scelta di avere sedi commerciali o produttive.

La concorrenza rimane il fattore determinante per il successo dei nostri prodotti sui mercati esteri.

Per tornare a eccellere nei nuovi scenari competitivi globali attualmente le aziende hanno bisogno di politiche di aiuti modulati sulla base delle dimensioni e degli obiettivi delle stesse.

“Nonostante il covid abbia provocato uno stop al commercio estero, Milano respira ancora internazionale” ha dichiarato Veronica Squinzi, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Internazionalizzazione ed Europa

Le riforme previste dal PNRR (Piano Nazionale di Ripesa e Resilienza) dovranno costituire anche la leva per sviluppare i contenuti di innovazione e competitività dei nostri prodotti e sostenere una ripresa strutturata dei nostri percorsi di internazionalizzazione.

Nei due terzi delle imprese che non sfrutta l’e-commerce ci sono alcune realtà che, oltre a non avere le competenze e i mezzi, non sono neppure interessate a esplorare questo canale.

In questa direzione, il PNRR è un’occasione unica per costruire le competenze trasversali orientate alla transizione digitale e alla transizione ecologica richieste sui mercati globali.