Meno intelligenti dei nostri genitori? Il quoziente intellettivo diminuisce nelle nuove generazioni

di Redazione
In Curiosità
15 giugno 2018
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A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori norvegesi: hanno effettuato il test del QI su un campione di persone nel corso di circa 40 anni e i dati sono sconcertanti

 

Due ricercatori norvegesi hanno portato avanti nel corso degli ultimi 40 anni uno studio su un campione di 730.000 uomini. Questi ultimi sono stati sottoposti al test del quoziente intellettivo, nel momento in cui venivano sottoposti ad analisi e visite preparatorie atte a valutare la loro idoneità al servizio militare nel paese nordico. Andando a confrontare i risultati dei giovani è emerso che i ragazzi di oggi sono letteralmente più stupidi rispetto a quelli degli anni ’70, infatti i valori del quoziente intellettivo sono andati sempre più diminuendo, in media di 7 punti a scendere al passare di ogni generazione.

A cosa è dovuto questo drastico calo?
Confrontando queste ricerche con altre svolte in precedenza è emersa una grave regressione. Difatti studi del genere erano stati condotti anche a cavallo delle guerre mondiali, dunque nella prima metà del ‘900, in quel periodo però i dati erano opposti, di decennio in decennio il quoziente intellettivo dei giovani analizzati andava aumentando di circa tre punti alla volta.

 

La domanda che sorge spontanea è perché dopo un periodo di sviluppo delle capacità intellettive dei ragazzi si è poi giunti ad una così drastica regressione? La risposta è abbastanza semplice e viene proprio dai ricercatori che hanno condotto questi studi. Nel periodo immediatamente successivo alle guerre la qualità della vita ha incominciato a crescere e migliorare sempre più portando anche ad un sensibile aumento del livello di istruzione e cultura dei più giovani, al contrario a partire dai decenni finali del ‘900, l’arrivo della tecnologia e dei media ha trasformato il benessere eccessivo in vera e propria pigrizia mentale, tale da rendere i più giovani meno abili e reattivi nella capacità di ragionare.

Troppo tardi per tornare indietro?
Non bisogna perdere le speranze, il quoziente intellettivo non è un valore non modificabile e non sta a rappresentare l’intelligenza assoluta della persona che si sottopone al test. Quest’ultimo valuta piuttosto la capacità di ragionamento e di intuizione, ciò non significa che la persona sia poco intelligente o incapace a ragionare. Il problema di fondo, come già accennato, è la pigrizia mentale, il fatto che ormai sia tutto a portata di click e che non si tenga allenata la memoria nel quotidiano, ma piuttosto si tenda a spegnere determinate aree del proprio cervello, a lasciarle in pausa perché non se ne ha bisogno, è necessario quindi tenere allenata la mente, di modo che sia sempre reattiva ed intuitiva.

 

 

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