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Loano: polemiche ed accuse di razzismo per la pizza “Speriamo nel Vesuvio”

Una polemica che rimanda al razzismo nei confronti di Napoli e dei napoletani, è scoppiata quando su Facebook è stata postata la foto di “Speriamo nel Vesuvio”, una pizza servita in un locale di Loano, in provincia di Savona, che subito in retea è divenuta “virale”.

Il  gestore del locale, il “Mamita“, aperto nel dicembre dello scorso anno, ha subito cercato di gettare acqua sul fuoco, dichiarando che il nuovo nome della pizza, che in precedenza si chiamava “Principessa”, in onore della regina Margherita, è stato adottato proprio per sdrammatizzare la notizia secondo la quale il Vesuvio stava per tornare ad eruttare. Una notizia che alcuni studiosi avevano rilanciato anche dagli schermi televisivi, ha dato l’idea al gestore, il quale aggiunge che non era sua intenzione offendere nessuno, e che i nonni della moglie sono di Maiori e di Amalfi.

Il gestore del ristorante-pizzeria del lungomare Garassini ha anche fatto presente che il nome di questa pizza non è l’unico “fantasioso” presente nel menù del suo locale, in quanto si trovano anche la pizza “Pistorius“, dal nome del campione paralimpico sudafricano, oppure “Noisconsigliamo”, e “Sonoinmezzoadunastrada”.

La pizza, per la quale si stanno scatenando le polemiche è farcita con rucola, prosciutto crudo e stracchino, ed ora sul menù è stata aggiunta tra parentesi accanto al nome la frase “che non erutti mai, ovviamente”, come dimostra la foto che lo stesso gestore ha postato su Facebook.

Nella polemica è intervenuto anche il “Movimento Neoborbonico” che oltre ad invitare i napoletano, ed i meridionali in genere a boicottare il locale, auspica anche un intervento da parte della autorità, proprio per l’uso del nome che può diffondere l’ideologia del razzismo, come avviene già negli stadi, dove quella parola è molto usata.

Sulla polemica innescata dalla pizza si è registrato anche un intervento di Luigi Pignocca, sindaco della città ligure, il quale ha tenuto a sottolineare come nella comunità di Loano siano presenti numerose famiglie composte da discendenti di immigrati del sud, che hanno contribuito come gli altri alla crescita della città, e che hanno una grande disponibilità nei confronti degli immigrati, non solamente del sud, ma anche degli altri Paesi.

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