Addio a Shimon Peres: l’ex presidente israeliano si spegne a 93 anni dopo un’ischemia cerebrale

di Redazione
In Attualità
28 settembre 2016
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Shimon Peres si è spento a 93 anni, due settimane dopo la grave ischemia cerebrale che l'aveva colpito: Israele dice così addio a uno dei più influenti uomini politici degli ultimi 50 anni.

 

ADDIO A SHIMON PERES – Sarà proclamato il lutto nazionale in tutto lo Stato di Israele a seguito della morte di Shimon Peres, deceduto nelle ultime ore presso lo Sheba Medical Center di Tel Aviv, dove era ricoverato da due settimane a seguito dell’ischemia cerebrale che l’aveva colpito.

Le sue condizioni erano state giudicate critiche dai medici che lo seguivano sin dal suo arrivo nella struttura ospedaliera: l’aggravarsi del quadro clinico è stato fatale per il 93enne ex presidente israeliano, una delle figure cardine non solamente del partito laburista ma anche della causa ebraica, guadagnandosi un rispetto e un affetto popolare che solo pochi altri leader nella storia del Novecento hanno saputo conquistare.

 

Intanto, l’attuale premier Benjamin Netanyahu ha deciso di convocare straordinariamente un seduta di lutto del Governo in onore di colui che è stato per tanto tempo suo avversario, definendolo un “campione visionario nella difesa di Israele”.

GLI ACCORDI DEL ’93 E IL PREMIO NOBEL – La morte dell’ultimo dei Padri Fondatori di Israele segna probabilmente la fine di un’epoca per tutto il Paese, non solamente per l’impegno di Peres alla risoluzione del conflitto con la Palestina, ma anche per essere stato una delle ultime “colombe” della politica locale, prima che i “falchi” del Likud, di cui Netanyahu è uno dei maggiori esponenti, cominciasse a dettarne l’agenda.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto le maggiori cariche istituzionali, fino a quella di Ministro, Premier e, ovviamente, Presidente. Il suo ruolo, da Ministro degli Esteri, fu inoltre decisivo per arrivare all’accordo di pace di Oslo del 1993, la storica intesa immortalata dalla foto che ritraeva Yitzhak Rabin e Yasser Arafat stringersi la mano sotto gli occhi di Bill Clinton: e proprio insieme a Rabin ed Arafat aveva ricevuto l’anno seguente il Premio Nobel per la Pace.

Anche per questo motivo, ai suoi funerali, in programma venerdì, sono attese le più importanti cariche politiche del pianeta, a partire da Barack Obama.

 

 

 

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