Il Giorno della Terra: il 19 Marzo l’iniziativa del WWF

di Redazione
In Attualità
18 marzo 2016
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Sabato, diciannove marzo 2016, verrà celebrato il giorno della Terra: per partecipare a tale manifestazione, si dovranno semplicemente spegnere le lampadine per un'ora, dalle 20.30 alle 21.30.

 

Dalla costa pacifica fino a quella atlantica: si tratta di un cammino che vedrà protagonista il giorno della Terra, manifestazione che cercherà di salvaguardare il pianeta dal continuo inquinamento.

Per un’ora, a partire dalle 20.30 fino alle ore 21.30, tutte le varie città del mondo spegneranno le lampadine delle abitazioni, dei locali commerciali, dell’illuminazione pubblica ed anche dei monumenti.
Tale azione è abbastanza simbolica ed è il frutto di una protesta contro il continuo cambiamento del clima dovuto all’aumento dell’inquinamento derivante dai gas prodotti dalle fabbriche e dai veicoli.
Il Giorno della Terrà vedrà coinvolte tantissime città mondiali: Stati Uniti, Canada, Francia, Inghilterra, Giappone e tantissime altre hanno deciso di aderire a tale iniziativa, spegnendo le luci durante quel lasso di tempo, stabilità all’ora locale di ogni zona.
Sarà quindi un’ola di luci che si spengono e riaccendono: l’iniziativa, lanciata dal WWF, è riuscita a coinvolgere e sensibilizzare la popolazione mondiale, la quale conosce abbastanza bene le problematiche che affliggono il pianeta e che, lentamente, lo devastano.

 

Anche in Italia verrà celebrato il Giorno della Terra e tantissimi monumenti verranno spenti, per dare il buon esempio alla popolazione: la Basilica di San Pietro e la Fontana di Trevi a Roma, Piazza del Municipio a Napoli sono solo alcuni delle strutture che verranno spente il diciannove marzo 2016.
Argomento importante sarà anche lo stile alimentare: il direttore scientifico della costola italiana del WWF, ovvero Gianfranco Bologna, ha spiegato che tale argomento risulta essere importante.
Questo poiché, col passare del tempo, si rischia di vivere lunghi periodi di siccità seguiti da delle alluvioni violente, che potrebbero impedire il corretto processo di crescita e coltivazione dei prodotti ortofrutticoli.
Il direttore ha spiegato che, grazie a dei piccoli cambiamenti, tale situazione potrà essere risolta, seppur ci potrebbero voler degli anni per riportare alla normalità la situazione.

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