Stasi in Cassazione: oggi il verdetto definitivo del caso di Garlasco

di Redazione
In Attualità
11 dicembre 2015
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Oggi si apre il processo in Cassazione ad Alberto Stasi, accusato si aver ucciso la sua fidanzata Chiara Poggi nel 2007. Dopo l'assoluzione in due appelli e la condanna con rito abbreviato si saprà il verdetto definitivo.

 

Oggi si conclude definitivamente il caso di Alberto Stasi, accusato di aver ucciso il 13 agosto 2007 la sua allora fidanzata Chiara Poggi. Assolto in primo e secondo grado e successivamente condannato a 16 anni con rito abbreviato, Alberto Stasi riceverà oggi il verdetto definitivo in Cassazione.

Alberto Stasi e i familiari di Chiara per la prima volta non saranno presenti in aula durante il processo che stabilirà definitivamente l’innocenza o la colpevolezza dell’imputato. Il processo si concluderà con la conferma della condanna a 16 anni di reclusione o con la definitiva assoluzione di Stasi, che potrebbe essere scagionato dalle accuse. Esiste tuttavia la possibilità che, in caso di conferma della condanna, gli anni di reclusione aumentino rispetto a quanto stabilito con il rito abbreviato se verrà riconosciuta l’aggravante di crudeltà. Aggravante che potrebbe portare la pena fino a 30 anni di carcere, come richiesto dai legali dell’accusa.

 

L’insieme delle prove presentate tanto dall’accusa quanto dalla difesa è, per alcuni elementi, controverso. La bicicletta nera da donna, sequestrata solo un anno fa, potrebbe essere stata sostituita. L’inspiegabile assenza di impronte insanguinate porterebbe a pensare all’innocenza di Stasi, mentre la presenza dell’impronta del suo anulare sul dispenser del sapone accanto al lavandino dove l’assassino si è lavato le mani sembrano inchiodarlo. La sostanziale incertezza sulle prove raccolte, l’alibi dell’imputato e i sospetti di approssimazione e negligenza riguardo le indagini preliminari rendono il verdetto una completa incognita. In ogni caso, oggi si metterà un punto finale al caso che è sotto analisi da otto anni e che renderà, si spera, giustizia a Chiara.

 

 

 

 

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