Uniformi unisex in Giappone. Lotta alla discriminazione di genere

di Redazione
In Curiosità
27 giugno 2018
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Rivoluzione culturale in Giappone. Lotta alla discriminazione di genere e libertà di espressione sessuale nella scuole.

 

Sembra una vera a propria rivoluzione culturale quella messa in atto dal Ministero della pubblica istruzione giapponese che, recentemente, ha emesso una direttiva molto importante tesa a tutelare le minoranze sessuali e la loro libera espressione in fatto di vestiti, acconciature e utilizzo dei bagni nelle scuole.

Se fino a pochi mesi fa i ragazzi giapponesi erano obbligati a indossare la classica divisa scolastica fatta da giacca, pantaloni e cravatta, mentre le ragazze dovevano indossare quella composta da gonna, camicetta e fiocco, la tendenza odierna è orientata all’uso di divise unisex per nulla discriminanti in fatto di genere.

 

Il primo istituto che ha recepito questa direttiva è stata la scuola media di Koshiwanoha, nella prefettura di Chiba cui si sono accodate molte altre come, per esempio, l’Ufficio educazione di Setagaya che è uno dei più importanti quartieri di Tokyo.
Pur non abbandonando l’utilizzo delle classiche uniformi di genere, comunque preteso dal 90% dei genitori, la direzione scolastica ha lasciato libertà di espressione consentendo agli studenti di indossare pantaloni, fiocchi, cravatte e gonne, secondo il proprio orientamento sessuale.

E’ un passo importante quello che viene fatto dalle istituzioni giapponesi dopo che, nel 2014, furono registrati oltre seicento casi di disforia di genere (forte identificazione nell’altro sesso). Che l’esempio sia seguito anche da altre prefetture e scuole giapponesi? E’ ancora presto per dirlo.

 

 

 

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