Zika, contagio anche in Danimarca, la Casa Bianca: intensificare la ricerca

di Redazione
In Attualità
27 gennaio 2016
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Dopo il nuovo caso di virus Zika registrato in Danimarca. L'appello del presidente degli Usa affinché vengano intensificate le ricerca nell'ambito della cura e prevenzione.

 

La notizia è stata battuta dall’agenzia Ritzau ed ha subito fatto il giro del mondo: il temibile virus Zika sarebbe giunto anche in Danimarca, dove si è registrato il primo caso di infezione. Ricordiamo che nei giorni scorsi i dati parlavano di quattro persone infette in Italia, due in Gran Bretagna e tre in Catalogna. In ogni caso si era riscontrato un denominatore comune: le persone infette erano appena rientrate da viaggi ai Caraibi o in Sud America. Ora questo nuovo caso danese fa temere per una rapida diffusione dell’infezione in tutta l’Europa.

A preoccupare non sono tanto i sintomi causati dall’infezione simili a quelli dell’influenza: dolori articolari, febbre leggera ed eruzioni cutanee, ciò che preoccupa sono i rischi per il feto, se la virosi viene contratta in gravidanza. La malattia potrebbe provocare grossi danni ai feti quali microcefalie e malformazioni cerebrali.

 

Il vettore dell’infezione sarebbe la zanzara Aedes aegypti, una specie non presente in Europa ma largamente diffusa in Africa e in sud America. Sebbene quest’insetto non sia naturalmente presente nel territorio europeo l’allerta rimane poiché sembra che anche la zanzara tigre potrebbe veicolare l’infezione, almeno secondo quanto dichiarato al quotidiano “La Repubblica” dal dott. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli studi di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi. L’esperto ha quindi sottolineato l’importanza di un intervento della sanità pubblica, di bonifica le aree a rischio di diffusione della zanzara tigre e di corretto isolamento delle persone infette, per evitare che vengano punte.

Intanto è arrivato anche il primo caso negli USA, dove un cittadino dello stato dell’Arkansas è risultato positivo al virus. La risposta della Casa Bianca non ha tardato ad arrivare: il presidente Obama ha esortato affinché la ricerca proceda rapidamente al fine di garantire diagnosi veloci e trattamenti efficaci. Attualmente non esiste infatti nessuna forma di vaccino contro il virus né cure contro i suoi sintomi che regrediscono spontaneamente entro qualche giorno.

 

 

 

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