450 milioni di dollari per il Salvador Mundi di Leonardo

di Redazione
In Cultura
17 novembre 2017
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Acquistata il 16 novembre di quest'anno, con un prezzo battuto all'asta di oltre 450 milioni di dollari americani, l'opera d'arte di Leonardo ha finito per diventare la più costosa della storia, seguita da Interchange venduta nel 2015 per 300 milioni di dollari.

 

Esisteva un solo dipinto di Leonardo Da Vinci in mani private: il Salvador Mundi, appartenuto alla collezione privata del re Carlo I di Inghilterra a partire dal 1600 e poi finito nelle mani di un multimiliardario russo che lo acquistò per oltre 75 milioni di dollari nel 2013.

Si tratta di un dipinto realizzato alla fine del 1400 ed esposto solo nel 2011 in occasione di un evento presso la National Gallery di Londra, dopo un accurato restauro. Il Cristo rappresentato è a mezza figura, mentre benedice con la mano destra e regge il globo con la sinistra, che simboleggia il suo potere universale. Le ridipinture aggiunte nel corso degli anni oltre che la barba e i baffi aggiunti alla tavola nell’epoca della Controriforma, erano assenti nell’opera originale, e servivano probabilmente ad adeguare l’immagine del Cristo a quella ufficialmente riconosciuta. Le ridipinture sono state eliminate in occasione del restauro che ha preceduto l’esposizione pubblica donando all’opera la sua bellezza originaria.

 

L’opera è sempre stata custodita in collezioni private e l’unica valutazione che era stata fatta prima della sua vendita all’asta si aggirava attorno ai 200 milioni di dollari americani; la quotazione venne proposta dal Wall Street Journal. La bellezza dell’opera e la sua qualità pittorica, a detta di alcuni esperti è paragonabile a quella dell’Ultima Cena; un ulteriore confronto con la Vergine delle Rocce, custodita alla National Gallery sembrerebbe avere confermato la paternità del Salvador Mundi, attribuendola a Leonardo. L’orientamento è stato confermato anche da alcune riflettografie e altri studi di carattere scientifico. I disegni preparatori dell’opera, rinvenuti a Windsor ne confermano l’appartenenza al pittore fiorentino secondo il parere di quattro eminenti studiosi.

Ad aggiudicarsi il prezioso dipinto, la cui vendita è stata gestita dalla casa d’aste Christie’s di New York è stato un compratore che ha preferito restare anonimo ed ha fatto la sua offerta telefonicamente.

 

 

 

 

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