Allarme per il virus dell’aviaria nelle vicinanze di Tivoli

di Redazione
In Attualità
15 novembre 2017
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Un focolaio di influenza aviaria è stato scoperto ai primi di novembre in un allevamento che si trova nelle vicinanze di Tivoli. Diramato un allarme che interessa 17 comuni della zona, tra i quali anche Roma

 

Torna l’allarme per l’influenza aviaria in Italia. Questa volta si tratta di un caso che riguarda un allevamento di polli situato tra San Gregorio da Sassola e Tivoli dove una decina di polli è risultata aggredita dal sottotipo H8N5 dell’aviaria. Il pollaio, che non svolge attività commerciale è stato immediatamente messo sotto sequestro.

Il caso è scoppiato nei primi giorni di Novembre e subito sono state effettuate le analisi, che hanno confermato la presenza del virus. A questo punto da parte dell’Asl 5 Roma e della Regione Lazio sono state messe in atto le misure straordinarie del caso, con la creazione di una zona di protezione e una di sorveglianza. La prima ha un raggio di 3 chilometri dal pollaio e la seconda di 10 chilometri. I comuni interessati da queste misure sono 17, tra i quali Tivoli, Guidonia Montecello, Palestrina, Castel Madama e San Gregorio di Sassola, ma anche la capitale, con alcune aree a nord dell’autostrada A24 inserite nella zona di protezione, ed altre in quella di sorveglianza.

 

Per fronteggiare questa malattia si deve provvedere ad un censimento puntuale di tutti gli allevamenti, anche di quelli che non sono tenuti a scopo commerciale. Alcuni comuni hanno già provveduto a diramare gli avvisi per questa operazione, e per la registrazione dei nominativi di tutte le persone che per vari motivi vengono a contatto con gli animali.

Si deve provvedere anche alla disinfezione sia delle persone che delle attrezzature che sono venute a contatto con gli animali. La Asl, dopo le proteste, anche sul web, di molti residenti nella zona, ha comunque informato che non ci sono rischi di contagio per le persone, neanche attraverso le uova crude e che il sequestro delle uova viene effettuato solo come mezzo di prevenzione per evitare il contagio tra animali.

Le misure di protezione sono in vigore per 21 giorni, ma in caso di scoperta di altri animali infetti potrebbero essere prorogate.

 

 

 

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