Finita la moratoria, riprendono, in laboratorio, esperimenti sull'aviaria, rischi connessi

di Giuseppe Genova
In Misteri
23 gennaio 2013
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Terminata la relativa moratoria, riprendono gli esperimenti in laboratorio su ceppi letali del virus dell'aviaria.

 

Stanno per riprendere gli esperimenti di laboratorio relativi allo studio del virus H5N1, più noto come quello responsabile dell’influenza aviaria.

In seguito ad uno studio condotto dall’Erasmus Medical Center di Rotterdam, conclusosi nel 2011, erano iniziati i dubbi e le perplessità relativamente alla creazione in laboratorio di ceppi letali del virus, potenzialmente in grado di scatenare una pandemia. Gli scienziati erano stati invitati a non divulgare in maniera esaustiva i risultati degli studi sulle riviste scientifiche, per timore che, tali dati, avrebbero potuto dar vita alla creazione autonoma del virus da parte di cellule terroristiche internazionali. Nel Gennaio 2012 era stata proclamata una moratoria, della durata iniziale di 60 giorni, durante i quali era stato bandito qualunque studio o esperimento che avesse come obiettivo la creazione di virus H5N1 in laboratorio, in attesa di decidere in maniera definitiva sulla questione. Tale moratoria è stata prolungata progressivamente fino a pochi giorni fa, quando è ufficialmente terminata. Adesso si assisterà alla ripresa certa degli esperimenti, finalizzati a prevedere tutte le eventuali mutazioni del virus che potrebbero provocare una pandemia mondiale.

 

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Non si sono però placate le polemiche sulla pericolosità di tali esperimenti, che vengono considerati potenzialmente dannosi per due ragioni. La prima riguarda la possibile fuga del virus da un laboratorio, volontaria o accidentale, che provocherebbe immediatamente la diffusione dell’infezione con conseguenze disastrose. La seconda è, invece, relativa al possibile uso distorto delle informazioni ricavate dagli studi, che potrebbero essere impiegate a fini bellici o terroristici. La comunità scientifica internazionale considera tali rischi inferiori rispetto ai benefici che potrebbero derivare per l’intera popolazione mondiale dagli esperimenti e ritiene che i laboratori di massima sicurezza siano in grado di prevenire conseguenze nefaste. Speriamo

 

 

 

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