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Caso Meredith , Sollecito: “Non chiamatemi più assassino”

Si è conclusa, dopo quasi otto anni, la vicenda giudiziaria dei due principali imputati per il delitto di Meredith Kercher, la giovane studentessa inglese brutalmente assassinata nella sua casa di Perugia il 1 Novembre 2007.

La Corte di Cassazione ha definitivamente assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox dall’accusa di aver assassinato la giovane ragazza in concorso con Rudy Guede che, attualmente, rimane l’unico colpevole del delitto.

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa del giovane ingegnere pugliese che, in compagnia dei suoi avvocati, tra cui Giulia Bongiorno, ha fatto il punto della situazione e ha analizzato con i giornalisti la sua posizione, dopo che la giustizia lo ha definitivamente sollevato da un’accusa tanto pesante.
Raffaele Sollecito si considera un sequestrato dalla giustizia, che senza prove o fatti confutabili lo ha tenuto sotto scacco per quasi 8 anni, costringendolo anche a un periodo di permanenza in carcere a Terni.

Sollecito, in tono deciso, ha diffidato chiunque a chiamarlo assassino, così come è stato additato per tanti anni e ha promesso che se ce ne sarà bisogno si muoverà per vie legali contro coloro che, ancora una volta, lo chiameranno in tale maniera.
Sollecito non si è sbilanciato sul risarcimento che, nei prossimi giorni, i suoi legali chiederanno allo Stato per il periodo di indagini e di accuse a cui il ragazzo è stato sottoposto: come dichiarato nei giorni scorsi, i legali del giovane ingegnere vogliono attendere le motivazioni della sentenza che usciranno entro 30 giorni, prima di muoversi in via ufficiale.

Sicuramente, l’intenzione di richiedere i danni alla giustizia, dopo la totale assoluzione in Cassazione c’è, anche perché, come dichiarato da Raffaele Sollecito, questa triste vicenda ha distrutto la sua famiglia e creato delle profonde ferite che si rimargineranno difficilmente e il suo nome resterà per sempre legato a questo fatto di sangue.

In conferenza stampa, il ragazzo ha anche chiarito il suo rapporto con Amanda Knox, definendo il loro come un semplice rapporto di affetto giovanile, senza la morbosità macabra che era stata ipotizzata negli anni precedenti.

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