Cassazione, storica sentenza sulla diffamazione: “Svelare il tradimento di una donna sposata è reato”

di Redazione
In Attualità
16 marzo 2018
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Una sentenza della Corte Suprema di Cassazione ha suscitato di recente molto scalpore ed è destinata a fare giurisprudenza: secondo i giudici, raccontare il tradimento di una donna sposata costituisce diffamazione.

 

Il numero della sentenza è 7856/2018 e, anche se su alcuni media è sostanzialmente passata sotto traccia, potrebbe in futuro riscrivere la storia della giurisprudenza in materia di diffamazione. Il motivo è semplice: di recente, la Corte Suprema ha stabilito che anche solo raccontare un tradimento perpetrato da parte di una donna sposata costituisce reato, mettendo così nel mirino il caso di una persona che, sostenendo anche di essere in possesso delle prove che corroboravano la sua tesi, ha praticato la non certo nobilissima arte del pettegolezzo tra i suoi compaesani nei confronti della diretta interessata.

Il novello Casanova aveva infatti raccontato di aver avuto una relazione extraconiugale con la donna, vantandosene con degli amici e sostenendo di avere anche dei filmati registrati nel corso di uno dei loro incontri. Tuttavia, nonostante il tradimento apparisse conclamato, quando il caso è finito davanti alla Cassazione per l’uomo è arrivata una inaspettata doccia fredda.

 

Le motivazioni della storica sentenza

La donna (costituitasi parte civile) aveva denunciato l’ex amante dopo aver saputo che il pettegolezzo si era diffuso nella comunità in cui viveva, esigendo anche tramite i propri legali un congruo risarcimento dal momento che, a suo giudizio, era stata lesa la sua immagine non solo come persona, ma anche come madre. E la sentenza n. 7856 le ha dato ragione, stabilendo così implicitamente pure che fare gossip sulle relazioni extraconiugali di qualcuno può configurare il reato di diffamazione: inoltre, va ricordato che l’uomo era già stato condannato sia in primo grado, sia in appello, dunque la sentenza della Corte ha contribuito solo a far diventare caso giurisprudenziale la vicenda. Infatti, secondo i giudici, aver reso pubblica la relazione è stato un atto “intrinsecamente offensivo” della reputazione poiché si tratta di un comportamento contrario ai “canoni etici condivisi dalla generalità e al dovere di fedeltà derivante dal matrimonio”: di conseguenza, se il tradimento è qualcosa di deprecabile e contrario ai valori comuni, allora raccontarlo diventa un vero e proprio reato.

 

 

 

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