C'era una volta la privacy: spionaggio sempre più sofisticato, microspie a forma di sassi(video)

di Giuseppe Genova
In Misteri
5 dicembre 2013
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Mentre infuriano le polemiche su controlli telefonici e privacy violate, l'industria dello spionaggio continua imperterrita il suo incedere.

 

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Ancora una volta la ricerca tecnologica, l’alta ricerca tecnologica, è al servizio degli armamenti e della guerra.

 

È questa infatti la prima e principale motivazione che ha spinto la Lockheed Martin (colosso tra le fabbriche di armi) a creare nuove, potenti e autonome microspie. Queste, già esistenti, sono state perfezionate e “confezionate” in modo assai particolare, capaci di camuffarsi in qualsiasi situazione per passare inosservate e segnalare la posizione del nemico. I sensori, infatti, completamente autonomi, sono di ridottissime dimensioni (stanno nel palmo di una mano) e sono inserite all’interno di scatole dalla realistica forma a sasso.
Studiate per gli appostamenti in Afganistan le spie si prestano benissimo anche agli usi civili, lo sostengono gli stessi creatori:

“Può tornare utile in campi molto diversi, dalla sorveglianza dei confini al monitoraggio strutturale di ponti, tubature o delle parti di un aeroplano”.

Ed ecco quindi un nuovo preoccupante salto in avanti verso il controllo e un nuovo significato arretramento della privacy individuale; e dopo Internet e la tracciatura degli indirizzi IP, oltre il segnale localizzabile dei nostri cellulari (anche da spenti), la registrazione delle nostre conversazioni telefoniche, la sostituzione ormai quasi totale dei pagamenti in contanti con quelli tracciabili delle carte di credito, dopo le videosorveglianze di stazioni e aeroporti, dopo l’autovelox ed altre analoghe misure di sicurezza… che fine farà la nostra libertà? La libertà di spostarci senza essere monitorati e schedati?

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E se oggi possiamo passarci sopra, se oggi possiamo pensare che la cosa sia di trascurabile importanza, possiamo davvero ritenere che sarà sempre così? Non potrebbe arrivare un giorno in cui tutto questo potrebbe determinare un pericolo o una limitazione alla nostra autonomia?
Ci spiano. È bene iniziare a consideralo: anche quando non te ne accorgi, anche quando credi di essere solo, c’è qualcuno che ti guarda e ti giudica… e non si tratta di Dio.

 

 

 

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