Misteri

Cos'è la Commissione Trilaterale?

Già nel 1972, i maggiori rappresentanti delle tre aree cominciarono ad incontrarsi per testare la fattibilità di un progetto che li coinvolgesse in un dibattito su tematiche quali la politica, l’economia e la società.
Gli esponenti di Nord America, Giappone ed Europa, infatti, si sarebbero da lì in poi riuniti per discutere la loro cooperazione all’interno del più ampio mercato globale.
La prima riunione fu indetta da David Rockefeller, il noto imprenditore e banchiere statunitense, uno dei padri fondatori dell’associazione che, attualmente, conta al suo interno personaggi di rilievo del panorama imprenditoriale mondiale.

Il nome è un esplicito riferimento alle tre aree geografiche di interesse, che erano accomunate dal carattere democratico del proprio governo e dal ruolo svolto all’interno del processo di crescita economica mondiale.
L’idea di partenza, alla base della fondazione della Commissione Trilaterale, era che l’intensificarsi di un dibattito tra i membri potesse rendere migliore il rapporto delle tre aree con gli altri Paesi del globo. Un meccanismo che avrebbe apportato un grande contributo allo sviluppo del progresso democratico.
L’impegno, in sintesi, si racchiude nella mission dell’associazione, rappresentata dalla frase “working togheter”, che indica come lo studio e la discussione dei problemi comuni possano portare alla ricerca di nuove soluzioni. In questo caso, soluzioni pensate da un gruppo elitario di uomini di affari.
Nell’ambiente, si diffuse l’idea che la sua creazione fosse dovuta alla crisi, causata dalle posizioni assunte nella guerra contro il Vietnam, subita dal gruppo di studio americano “Council on Foreign Relations”.
Il lavoro della Commissione si sviluppa attraverso programmi triennali. L’ultimo si concluderà nel 2012.
La sua composizione, inizialmente, prevedeva una distribuzione equa, in termini di numeri, nelle tre aree di interesse.

Oggi, l’associazione prevede al suo interno 400 membri così ripartiti: 163 appartenenti all’Europa, 121 provenienti dalle regioni dall’ America e 96 asiatici. L’elenco degli iscritti è aggiornato a cadenza annuale.
Come al tempo della fondazione, i facenti parte la Commissione Trilaterale sono uomini provenienti da diversi campi di interesse tra cui politica, economia, ambienti accademici, ricerca e media. Tutti hanno un profilo professionale ben definito e se qualcuno di loro viene scelto per ricoprire una carica all’interno del governo, è automaticamente escluso dalla Commissione e costretto a lasciare l’incarico a un altro rappresentante.
Per l’Italia, si possono annoverare nomi importanti tra cui quelli di John Elkann, Marco Tronchetti Provera, Gianni Letta e Franco Venturini.
Durante un’assemblea tenutasi a Tokio nel 2000, si decise di permettere al Messico e ad altri Paesi Asiatici di entrare a far parte della Commissione; al punto che l’area del Giappone fu allargata ad un gruppo Asia-Pacifico comprendente nazioni importanti quali la Corea del Sud e l’Australia.
La sede ufficiale della Commissione Trilaterale si trova a New York, anche se ognuna delle tre grandi aree sviluppa i propri programmi autonomamente nelle tre sedi designate: Washington, Parigi e Tokio. Comunitariamente vengono trattati solo i programmi delle Riunioni Plenarie e i Rapporti.
Alcune tra le tematiche oggetto dei dibattiti sono state in grado di precorrere i tempi di realizzazione, come la creazione di un summit tra le più grandi potenze economiche mondiali e la crescita del Giappone come potenza a responsabilità globale.
La Commissione Trilaterale è stata oggetto di studi e critiche di attivisti politici e ricercatori provenienti dal campo sociale.

Secondo Jacques Bordiot, il noto scrittore francese, l’associazione avrebbe ricoperto un ruolo importante in numerose teorie del complotto: cospirazioni volte alla costituzione di un nuovo ordine mondiale attraverso l’uso di gruppi di facciata. Nei suoi scritti, si evidenzia come il criterio con il quale vengono affiliati i nuovi membri è che essi comprendano il grande disegno mondiale a capo dell’associazione e che si impegnino a lavorare per la sua realizzazione.
L’obiettivo, aggiunge lo scrittore, sarebbe quello di esercitare una pressione politica sui governi delle nazioni industrializzate, per fare in modo che esse si sottomettano al loro piano di globalizzazione.
Secondo qualcun altro, invece, la Commissione è solo un luogo dove dei tecnici mettono a disposizione della società le loro competenze per ispirare, attraverso un procedimento che va dall’alto al basso, lo sviluppo della globalità.

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