Ebola, migliorano le condizioni del ‘paziente zero’: il medico potrebbe essere dimesso entro Natale

di Redazione
In Attualità
17 dicembre 2014
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Sono in netto miglioramento le condizioni del medico italiano di Emergency contagiato lo scorso mese in Sierra Leone dal virus Ebola: quello che è, al momento, il 'paziente zero' per quanto riguarda l'Italia, dopo essere stato in terapia intensiva ora è in degenza ordinaria e potrebbe tornare a casa per Natale.

 

NETTO MIGLIORAMENTO DEL QUADRO CLINICO – Dopo quasi un mese di ricovero presso la struttura ospedaliera ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma, dove era arrivato a fine novembre, sembrano in netto miglioramento le condizioni del medico italiano di Emergency che aveva contratto il virus Ebola durante la propria permanenza in Sierra Leone.

Secondo quanto si apprende, infatti, lo scorso 13 dicembre l’uomo (che era già stato definito ‘paziente zero’, in quanto primo caso riconosciuto di un italiano ad essere vittima del contagio) è stato trasferito dal reparto di terapia intensiva, dove si trovava sin dal ricovero, a quello di degenza ordinaria: a questo punto è ritenuto molto probabile anche che, a breve, il medico possa fare ritorno a casa e passare in famiglia le festività natalizie.

 

IN ATTESA DEL NUOVO BOLLETTINO MEDICO – Nonostante il miglioramento del quadro clinico dell’operatore di Emergency, i medici dell’ospedale capitolino mostrano un cauto ottimismo:

“La vittoria definitiva sul virus potremo sancirla solamente tra qualche giorno – ha spiegato alla stampa il dottor Fabio Alberti, direttore generale del ‘Lazzaro Spallanzani’- ma la speranza è quella di dimettere il paziente prima di Natale: i nostri sforzi sono volti in quella direzione”.

In attesa del nuovo bollettino, atteso nella giornata di giovedì 18 dicembre, nell’ultimo comunicato si poteva leggere di come lo staff medico considerasse l’uomo in buone condizioni e sulla via del recupero di una “buona autonomia” anche se la prognosi continuava a rimanere riservata.

Secondo fonti ospedaliere, il paziente, dopo il peggioramento dei giorni scorsi che aveva reso necessario l’utilizzo di un supporto ventilatorio, ora interagirebbe con i familiari e con gli altri suoi colleghi che si trovano ancora a Lakka (Sierra Leone) a curare i malati di Ebola.

 

 

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