Galileo: il maxi sistema di sorveglianza e vigilanza a livello globale

di Redazione
In Misteri
30 agosto 2012
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Che il periodo non fosse idilliaco, gli italiani e tutti i cittadini europei lo avevano ben capito, ma l’ondata di debiti che si sta abbattendo sui paesi europei come un nubifragio è a dir poco incredibile. Il vicepresidente dell’Unione Europea Antonio Tajani, responsabile anche dell’Industria e delle imprese, ha ben pensato di portare avanti il progetto Galileo, una sorta di Grande Fratello, finanziato dai soldi dei contribuenti.

 

Lo sanno molto bene i paesi iberici ed il Belgio, ossia le vittime odierne della maxi usura bancaria globale. In Italia, però, la situazione non è decisamente migliore e si prospettano anni ancora più bui, fatti di sacrifici da parte del popolo in quanto l’ultimo patto di bilancio siglato a Bruxelles dal premier Monti sarà una morsa soffocatrice verso i bilanci italiani, dal momento che l’Italia dovrà cedere ben 45 miliardi all’Unione Europea ogni dodici mesi per ben vent’anni.

Le proteste da parte della popolazione italiana non sono certamente mancate, e dalla Sicilia si sono espanse a tutto lo stivale, incentrandosi specialmente nel Lazio, dove i Forconi hanno manifestato fin sotto il Palazzo del Signore dello Spread.

 

E mentre lo Spread e le proteste impazzano in tutti i paesi del vecchio continente, il vicepresidente dell’Unione Europea Antonio Tajani, responsabile anche dell’Industria e delle imprese, ha ben pensato di portare avanti il progetto Galileo, relativo alla navigazione satellitare, che permetterà di conoscere con enorme accuratezza la posizione di ogni individuo. Un affare che solo in partenza è costato ben 310 milioni d’euro, visto che i soli accordi commerciali con le società tedesche e francesi della Ohb System e Arianespace e Astrium Sas per il lancio di una decina di satelliti costituiscono una spesa non indifferente.

Ovviamente nel progetto è inclusa anche la collaborazione dell’Italia, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana che ha provveduto a lanciare in orbita la prima coppia di satelliti per verificare il funzionamento del sistema Galileo dalla base dell’ESA, ossia l’Agenzia Spaziale Europea, con sede a Kourou, nella Guyana francese. Un super sistema di rilevamento posizionale composto da ben 30 satelliti che potrà individuare persone, ma anche oggetti, con un margine di errore inferiore ai 10 cm.

Per giustificare i costi di tale operazione, i dirigenti della Comunità Europea, hanno sottolineato in maniera più che evidente i vantaggi portati in campo da tale tecnologia, come il fatto di permettere agli esperti di controllare in real time il rispetto delle regole comunitarie, o ancora il fatto che si potranno monitorare, attraverso gli smartphone e tutti i dispositivi di telefonia mobile, sia bambini che persone anziane o affette da un qualsiasi handicap.

Anche il campo dei trasporti godrà dei vantaggi della tecnologia introdotta da Galileo, che permetterà di tracciare merci, consentendo al cittadino di conoscere l’esatta ubicazione, in ogni istante ed in ogni dove, del proprio pacco merce. Nell’orbita di questo progetto anche l’aereonautica è costretta a subire delle variazioni, che comporteranno il miglioramento dei satelliti presenti nell’orbita europea, i quali al giorno d’oggi si estendono dall’Europa del Nord fino al Sud Africa, interessando anche gli oceani Atlantico e Indiano, escludendo però l’Europa orientale e mediorientale.

Ciò che si appresta quindi ad introdurre il progetto Galileo è un maxi sistema di sorveglianza e vigilanza a livello globale, dando supporto anche alle operazioni di protezione civile e di mantenimento della pace, fino ad arrivare alle operazioni di aiuto umanitario. Insieme ai sistemi di GPS americani ed al Glonass Russo, la tecnologia introdotta da Galileo permetterà quindi di ricoprire tutto il territorio mondiale, realizzando così una sorta di Grande Fratello interplanetario. Se però i sistemi di GPS negli Stati Uniti risultano essere forniti gratis, almeno per quanto riguarda il modello base, per l’utilizzo di Galileo i fondi verranno attinti dalle tasche dei contribuenti, attraverso imponenti finanziamenti pubblici, in quanto il settore privato non può sostenere da solo gli ingenti costi della fornitura di un tale servizio.

 

 

 

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