Fine del Mondo dopo la morte di Papa Benedetto XVI ? Malachia e le profezie dei Papi

di Giuseppe Genova
In Misteri
21 giugno 2012
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Sono in pochi, ormai, coloro che non conoscono quelle che sono le leggende del calendario Maya relativamente al 2012, ma, in realtà, ben prima di questo fenomeno mediatico, l'uomo, nel corso della storia, ha saziato la sua sete di conoscenza, di futuro per mezzo di profeti. Dalle Sibille greche, agli auguri romani, a Sciamani in stati di trance autoindotta per scavare nel terreno dell'avvenire o anche, e non meno importanti, le visioni di mistici Cristiani ispirati dalla voce di Dio. Ripercorriamo una breve storia dei maggiori profeti, cercando di correlare le loro profezie passate alle dilaganti Teorie ultime, per far emergere discrepanze o incredibili analogie, partendo, in questo articolo, dal più famoso di tutti, Michel de Nostredame affrontando, in questa seconda puntata, la figura misteriosa ed affascinante di San Malachia e della sua "Profezia per i Papi", secondo la cui successione, il tempo starebbe scadendo, mancando un solo Pontefice prima delle distruzione di Roma e della Chiesa Romana.

 

Chi è Malachia? Che cos’è la profezia dei Papi?

L’emblematica figura di San Malachia sarà sicuramente nota agli appassionati di argomenti che riguardano fenomeni paranormali, stregoneria e antiche profezie. Ma i comuni mortali, spesso invasi da miti e leggende riguardanti le profezie Maya sul 2012, tendono a focalizzare la loro attenzione sui fenomeni mediatici attuali credendo che siano trovate sempre nuove e dimenticando o ignorando che invece le profezie sul futuro dell’umanità hanno sempre accompagnato la storia dell’uomo sin dagli albori.

 

San Malachia, infatti, non è un personaggio uscito da un mito popolare, ma bensì un arcivescovo e abate irlandese titolare dell’arcidiocesi di Armagh, vissuto tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo. Tale personaggio è noto, oltre per il compimento di diversi miracoli, per essere stato ai suoi tempi un grande profeta.

Nel 1590 fu infatti ritrovato presso la biblioteca di Chiaravalle un testo pubblicato dal monaco benedettino, Arnold Wion, chiamato “Lignum Vitae”. All’interno del testo è presente una lista che Wyon attribuisce a San Malachia e che compone la famosa “Profezia dei Papi” composta dal santo intorno al 1140 e riguardante l’indicazione in sequenza di eventi e successioni papali fino alla fatidica distruzione della Chiesa di Roma.

La Profezia si compone di 112 frasi brevi in latino e descrive la successione di tutti papi (e relativi antipapi) partendo da Celestino II (1143) fino ad arrivare ad un certo Petrus Romanus che sarà l’ultimo dei papi e porrà fine alla Chiesa di Roma.

La frase tradotta dal latino recita infatti cosi:

Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia“.

La caratteristica delle profezie di Malachia è che queste si riferiscono ai luoghi di provenienza dei pontefici, a caratteristiche dei loro pontificati e agli stemmi di famiglia. L’identificazione con le reali successioni papali infatti, è venuta sorprendentemente naturale. “Ex Castro Tiberi“, ad esempio, fu il primo motto, coniato dal frate irlandese per designare il suo primo Papa predetto, ovvero  Papa Celestino II (1143-1144), la profezia, quantomeno a posteriori, si rivela facilmente decodificabile, poiché traducendo dal latino, abbiamo Castello del Tevere e, infatti, il Pontefice nacque a Città di Castello (Umbria), un piccolo villaggio sulle sponde del fiume Tevere.

Altre previsioni, se possibile sono ancora di più facile identificazione, si pensi al motto utilizzatoLilium e Rosa” (Il giglio e la rosa) per indicare Papa Urbano VIII (1623-1644), indicante la città di nascita del nuovo Papa, ovvero Firenze, il cui simbolo è il giglio. Inoltre, un giglio ed una rosa sarebbero state parti dello stemma di Maffeo Barberini (nell’immagine sotto in un ritratto del Caravaggio).

Vediamo, inoltre, le presunte descrizioni per i Pontefici più vicini a noi:

105° Papa Pio XI (1922-1939) – Motto “Fides intrepida
Si trattò di un Pontefice che intrepidamente non si piegò a Stalin, Mussolini e Hitler, subendo, come emerge  dalla recente pubblicazione di documenti vaticani, fortissime pressioni da questi ultimi due. Nel ’37 pubblicò l’enciclica “Mit Brennender Sorge” per denunciare il razzismo e l’antisemitismo nazista. Da qui il motto, legittimo, di “Fede intrepida”
106° Papa Pio XII (1939-1958) – Motto “Pastor Angelicus
Il cognome di Pio XII è Pacelli che, come amava ricordare lo stesso pontefice, in latino vuol dire “Pace del Cielo” e pertanto viene collegato alla profezia. In vita fu anche soprannominato Pastor Angelicus.
107° Papa Giovanni XXIII (1958-1963) – Motto “Pastor et Nauta
Prima di venire eletto Pontefice, il Papa Buono, così come ricordato nella tradizione popolare, fu  patriarca di Venezia da cui  “pastore e marinaio”.
108° Papa Paolo VI (1963-1978) – Motto “Flos florum
Papa Montini era il “fiore dei fiori”, e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma. Incredibile continua ad apparire la capacità profetica del monaco Irlandese.
109° Papa Giovanni Paolo I (1978) – Motto “De medietate lunae
La Profezia di San Malachia (“della metà della luna”) sembra aver profetizzato la prematura fine del del pontificato di Papa Luciani, rimasto in carica per appena poco più di un mese, 33 giorni (periodo medio di una luna) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà!
110° Papa Giovanni Paolo II (1978-2005) – Motto “De labore solis
 “Della fatica del Sole”, la definizione felice per indicare Papa Wojtyla, rifacendosi al fatto che l’amato Papa polacco nascesse e morisse, in entrambe le occasioni,  in un giorno di eclisse solare. Bisogna anche precisare che in latino “labor”, letteralmente “fatica, lavoro”, significa anche “eclisse”. Altra possibile chiave di lettura potrebbe riguardare il luogo di nascita di Papa Giovanni Paolo II, nato a Cracovia, città dove l’astronomo Copernico cercò di dimostrare che la Terra gira intorno al sole.
Arrivando, infine, all’attuale Papa Benedetto XVI, il 111°, anche se il motto utilizzato, probabilmente, può celare altri riferimenti, attualmente, non ancora colti.
111° Papa Benedetto XVI (2005-regnante) – Motto “De gloria olivae
Il motto di Papa Ratzinger, “la gloria dell’olivo”, apparentemente, rimanda agevolmente al nome Benedetto, poiché i membri dell’ordine benedettino sono anche noti come “monaci olivetani“, il cui stemma è proprio un ramo d’olivo. Altra sorprendente constatazione legata al fatto che il Pontefice Tedesco sia nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale,  periodo notoriamente sotto il segno dell’ulivo.

Sono molto contraddittorie invece, le interpretazioni su chi possa essere il temuto Pietro il Romano: secondo i calcoli derivati dal conteggio, l’ultimo papa sarebbe proprio Benedetto XVI, ma la tesi contraddittoria sostiene che la tradizione papale non permette ai pontefici di assumere il nome di Pietro. La coincidenza vuole però che la figura di Pietro il Romano coincida, invece, con quella dell’attuale camerlengo Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese.

Ma allora qual’ è la verità? Purtroppo non possiamo saperlo, lo studio del testo di Malachia è ancora aperto e le teorie che ne contestano l’autenticità sono molte. Solo il tempo potrà fornirci le giuste risposte.

 

– precedenti puntate: 1) Nostradamus

 

 

 

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