Il Premio Strega 2017 a Paolo Cognetti: lo scrittore milanese trionfa con “Le otto montagne”

di Redazione
In Cultura
7 luglio 2017
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Come ogni anno è stato annunciato il vincitore del Premio Strega, il riconoscimento letterario italiano più prestigioso: a trionfare in questa edizione 2017 è stato il milanese Paolo Cognetti con "Le otto montagne".

 

VINCE PAOLO COGNETTI CON LARGO MARGINE – Con un totale di 208 voti, quasi 100 in più della seconda (Teresa Ciabatti con La più amata) e terza classificata (Wanda Marasco, autrice de La compagnia delle anime finte), Paolo Cognetti si è aggiudicato l’ambito Premio Strega 2017: lo scrittore originario di Milano è stato insignito del prestigioso riconoscimento letterario, messo in palio come ogni anno dalla Fondazione Bellonci grazie al romanzo Le otto montagne, pubblicato nel 2016 dalla casa editrice Einaudi.

Il 39enne Cognetti succede dunque nell’albo d’oro della kermesse a Edoardo Albinati che, solo dodici mesi fa, era risultato infatti il più votato grazie al best-seller La scuola cattolica (edito da Rizzoli): ed è stato lo stesso Albinati a presiedere il seggio di questa edizione, mentre la giuria contava in totale 660 votanti (400 erano gli Amici della Domenica, a cui si sono aggiunti 40 lettori selezionati dalle librerie indipendenti italiane, 200 figure di spicco del mondo intellettuale italiano ed estero, nonché i voti di alcuni istituti scolastici superiori e atenei).

 

UN LIBRO CHE RACCONTA IL RAPPORTO CON LA MONTAGNA – La vittoria di Cognetti, peraltro, non era totalmente inattesa dato che l’autore di Sofia si veste sempre di nero, già finalista allo Strega 2013, era uno dei favoriti della vigilia.

“Voglio ringraziare Einaudi ma anche Minimum Fax, la casa editrice che mi sta da sempre nel cuore”

ha detto il vincitore, rivolgendo anche un saluto particolare ai suoi “amici della montagna”. Infatti, il suo romanzo mette proprio al centro della vicenda le vette dei monti e i sentimenti di amicizia e amore che nascono e si sviluppano alla loro ombra.

Il ritorno in quell’ambiente ancora incontaminato dall’uomo rappresenta infatti per i personaggi narrati da Cognetti una sorta di rafforzamento interiore e la scoperta di una nuova consapevolezza, tanto che lo stesso libro è stato elogiato non solo per “lo stile semplice e fatto di tanti silenzi”, ma anche per il modo in cui vengono descritti i legami familiari e, in particolar modo, quelli che nascono tra padre e figlio.

 

 

 

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