La teoria degli Antichi Astronauti

di Redazione
In Misteri
30 luglio 2012
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La teoria degli antichi astronauti ipotizza un contatto fra creature extraterrestri e antichi popoli come gli Egizi, Maya e Sumeri. Queste idee che hanno cominciato a prendere corpo intorno alla metà del 1900, non sono prese in considerazione dagli scienziati, a parte l’astronomo americano Josef Allen Hynek, la teoria del paleocontatto viene considerata dagli studiosi solo un mezzo di speculazione e soprannominata archeologia misteriosa.

 

I difensori della paleo ufologia, arrivano a mettere in discussione anche la teoria darwiniana, sostenendo che la razza umana abbia origine da civiltà superiori, come appunto quelle aliene o da creature sovrannaturali come angeli, pur sempre provenienti da altri pianeti.
I sostenitori degli antichi astronauti ritengono che l’uomo, contrariamente a quanto afferma la paleoantropologia, non sono frutto dell’evoluzione delle scimmie che gradualmente hanno assunto una posizione eretta, hanno sviluppato un livello intellettuale ed hanno formato una civiltà, bensì che l’essere umano sia stato aiutato in questa sua evoluzione da esseri extraterrestri. Secondo i simpatizzanti di questa teoria, gli alieni si sarebbero trattenuti sulla Terra per periodi abbastanza lunghi, tanto da lasciare tracce e testimonianze tutt’ora evidenti. Pur se queste idee sono state sostenute da studiosi degli anni sessanta, come Peter Kolosimo, scrittore italiano o Erich Von Daniken archeologo svizzero, oggi grazie ad internet, queste teorie sono state divulgate dai tanti siti di appassionati che uniscono leggende ad argomenti di archeologia, non tenendo conto delle opinioni degli studiosi e della scienza.

Sulle basi di idee sviluppate dai fautori del paleocontatto, l’essere umano sarebbe il risultato di esperimenti genetici fatti da creature aliene, su esseri ominidi che vivevano sulla Terra e fino a quel punto si erano sviluppati naturalmente, come vuole la teoria di Darwin. L’intromissione degli extraterrestri, avrebbe avuto come scopo, quello di accelerare il percorso evolutivo delle popolazioni terrestri e il loro arrivo sulla nostro pianeta risalirebbe ad ere remote. La teoria degli antichi astronauti, sostiene che quelle figure rappresentate come divinità nei dipinti delle antiche popolazioni come i Maya, gli Egizi e gli Aztechi, in realtà siano alieni e che la testimonianza di ciò si troverebbe addirittura all’interno della Bibbia, testi sacri e dipinti medievali, in cui accanto alle figure di angeli, Dio e Gesù, vengono raffigurate delle navicelle spaziali.

 

I fautori del paleocontatto, ritengono che siano presenti parecchie testimonianze della loro teoria in siti archeologici o rovine di antiche costruzioni e proprio il particolare ingegno e l’alta tecnologia di alcune strutture, sarebbe la testimonianza che l’uomo dell’epoca non può aver agito da solo e con i mezzi a disposizione all’epoca. Tra le zone archeologiche indicate dai clipeologi (dal latino clipeus, disco), come zone con evidente influenza di civiltà extraterrestri, vi sono ovviamente le piramidi di Giza in Egitto, il sito archeologico di Baalbek in Libano, Yonaguni in Giappone, i geoglifi nel deserto di Nazca in Perù e i monoliti di Stonehenge in Inghilterra. I teorici della paleo ufologia, sostengono che in molti brani di testi sacri, come la “nostra” Bibbia o gli scritti sumeri, Epopea di Gilgamesh, si possono intravedere chiari ed evidenti descrizioni di contatti delle antiche popolazioni terrestri con civiltà aliene. Di tutto ciò non vi è però alcuna prova scientifica, ma solo supposizioni dei sostenitori della teoria degli antichi astronauti.

Alcuni tenaci sostenitori della teoria, hanno via via cambiato idea, questo è anche il caso dell’egittologo inglese Alan F. Alford che inizialmente appoggiava la teoria di Sitchin, basata sulla creazione non religiosa dell’uomo, ma ad opera di creature aliene. Lo studioso britannico, infatti ritratta le sue idee sostenendo che le figure di divinità che scendono dal cielo, non è la rappresentazione di extraterrestri che approdano al nostro pianeta, bensì la raffigurazione della leggenda del cataclisma che nell’antichità era alla base di molte religioni e soprattutto di quelle orientali.

Si è creato un grande scontro negli ultimi decenni, tra la comunità cristiana fautrice del creazionismo e i fautori delle idee sugli antichi astronauti, come nel caso lo scrittore creazionista australiano, Clifford A. Wilson che con il suo libro: “Crash Go the Chariots” vuole smontare tutte le teorie del in cui ha tentato di screditare tutte le indicazioni fornite nel libro dell’archeologo svizzero von Däniken “Gli extraterrestri torneranno?” Grande sostenitore della teoria del paleocontatto.

 

 

 

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