Matricidio a Perugia: il figlio è l’assassino

di Redazione
In Attualità
4 gennaio 2016
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Novità nel caso di Città di Castello: gli inquirenti hanno accertato che si tratta di un matricidio.

 

Il caso –  I fatti si compiono la sera del 28 dicembre 2015, quando viene trovata senza vita una donna, uccisa da una dozzina di coltellate, in una cittadina in provincia di Perugia. Federico Bigotti, il figlio di 21 anni, aveva dichiarato che la sera dell’omicidio era rientrato in casa e aveva scoperto la madre in preda a una furia suicida. In casa al momento non erano presenti il padre e il fratello di Federico. Federico si sarebbe nascosto in camera per paura della madre, Anna Maria Cenciarini, una casalinga di 55 anni, e subito dopo avrebbe chiamato i carabinieri. Da subito gli inquirenti hanno ritenuto poco credibile le dichiarazioni di Federico, vista la posizione delle coltellate subite dalla vittima, ovvero dietro le spalle. Il giorno seguente all’omicidio, sul suo profilo Instagram Federico ha pubblicato una sua foto con l hashtag #riposainpacemamma.

Le indagini – Dalle indagini è emersa una storia di maltrattamenti da parte del figlio, disoccupato. I maltrattamenti citati si traducono in percosse, insulti e addirittura minacce di morte. Gli inquirenti hanno affermato che tra madre e figlio è scoppiata una lite dovuta alla disoccupazione del figlio, e al fatto che Federico non si sforzasse di cercare un lavoro. Dall’autopsia è emerso il particolare agghiacciante che Federico avrebbe continuato a colpire con il coltello la madre agonizzante.

 

Le accuse –  Allo stato attuale delle indagini Federico dovrà rispondere delle seguenti accuse: maltrattamenti in famiglia e omicidio aggravato da crudeltà e da futili motivi. Il gudice delle indagini preliminari ha disposto una misura cautelare per la detenzione di Federico nel carcere di Perugia.

 

 

 

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