Non c’è lavoro per colpa degli immigrati? Ecco la risposta di “The Jackal”

di Redazione
In Video
15 dicembre 2014
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L'Immigrato ci ruba il Lavoro: è questa la frase-tormentone che ritorna ossessivamente in questo video parodia, che mette in risalto un problema reale, ma, spesso, gonfiato e strumentalizzato, facile alibi per una carenza lavorativa nazionale, che nasconde origini ben più profonde e variegate.

 

Ancora successo per l’ennesimo video firmato “The Jackal“. L’ultimo cortometraggio postato  in rete si apre con una donna che lavora in un market, quando improvvisamente, dopo aver passato alcuni articoli, si accorge che un prodotto è caduto a terra: la donna dunque lascia la postazione di lavoro incustodita e si accinge a raccogliere l’articolo dal pavimento. Quando lo afferra, il rumore della cassa e del rullo riprendono a farsi sentire: la donna impaurita si gira, e vede al suo posto al lavoro un robusto uomo di colore.

L’immigrato ci ruba il lavoro“: la frase risuona sull’immagine del volto sconsolato della cassiera che si vede rimpiazzata dalla inattesa nuova presenza.

 

La scena si sposta in uno studio dentistico, dove dopo l’operazione, il medico si accinge a rimettere a posto i suoi strumenti: anche in questo caso, il rumore degli oggetti di lavoro in funzione fa spaventare il medico, che dopo essersi voltato, vede un presunto immigrato, continuare la trapanazione in sua vece, prima che riparta la solita voce minacciosa.
Stessa scena nell’officina: il meccanico, non appena si sposta, si accorge che sotto il veicolo qualcuno sta lavorando. Spaventato e preoccupato, si arma di chiave inglese, ma al posto dello spauracchio straniero, vi è il suo collega, che lo guarda con un’espressione stupita, non comprendendo d’acchito la sua preoccupazione . Questi, dopo aver rivolto nuovamente la parola all’amico, questa volta da sotto il veicolo vede spuntare l’immigrato, il quale sorridente, lo fissa, facendo cadere nello sconforto il meccanico.
Infine, il video si conclude con la mini-storia di un impiegato che , al termine del turno di lavoro, saluta i colleghi nella sala conferenze e sta per andare a casa, quando, aprendo l’uscio,  scorge la sagoma dell’immigrato che, stavolta in giacca e cravatta, sta per entrare.
Spaventato, il lavoratore torna nel suo ufficio, senza fermarsi nella sala conferenze, occupata da tanti immigrati: sedutosi alla propria poltrona, l’Italiano nota sulla scrivania la foto dell’immigrato con la famiglia.
A questo punto, ad entrare nell’ufficio è proprio l’immigrato, che sconsolato e spaventato, dopo aver fatto cadere la cartella del lavoro, constata  sconsolato, prima di prorompere in un fragoroso pianto, di come sia l’Italiano a rubargli il lavoro.

Un divertente video, quindi, che affronta con ironia i facili luoghi comuni di un difficile momento storico, facendo il verso a chi, spesso strumentalmente, individua nella semplice lotta tra “poveri” la causa di una crisi economica e lavorativa che nasce da interessi e politiche ben più sottili.

 

 

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