NWO. L'arte del debunking al servizio del controllo dell'informazione

di Giuseppe Genova
In Misteri
27 giugno 2012
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Il debunker è una persona che opera sistematicamente attraverso metodologie, atteggiamenti verbali che vadano a confutare qualunque teoria, ipotesi o forma di pensiero che rappresenti, in qualche modo, una sorta di pericolo per la cultura imperante, il potere politico, le istituzioni, l'equilibrio sociale, insomma contro tutto ciò che costitusice lo status quo in generale.

 

Il debunker é “colui che smaschera un inganno”, cioé mette in discussione una veritá che in molti ritengono tale a proposito di un determinato argomento. Il debunking avviene di consueto nel mondo dell’ informazione, creando spesso – in riferimento ad alcuni eventi, ad esempio l’esistenza degli Ufo e la veridicitá degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 – due fazioni opposte.  Storicamente il termine debunk ha origine con il romanziere americano  William Woodward (1874-1950) che creò il  neologismo nel 1923, facendone uso con il significato di con il significato di “take the bunk out of things.“. Con il tempo, però, l’accezione del termine non è stata più solo correlata al campo scientifico, assumendo una valenza più ampia e generale, ossia intendendosi il”tentativo di screditare un punto di vista opposto al proprio”, ad esempio nel dibattito politico. ”

 

 

 Sulle pagine dei giornali e sempre piú sovente in tv durante i dibattiti nei talk show (Matrix, Servizio pubblico e Porta a porta ad esempio), si assistono a veri e propri “combattimenti” verbali durante i quali i sostenitori della versione ufficiale di un fatto vengono contraddetti dai debunkers che espongono le loro teorie, denunciando volutamente una mistificazione. Si parla di NWO – New World Order – , ossia del Nuovo Ordine Mondiale, la cui tematica é sempre piú diffusa e che invita a guardare oltre l’apparenza, alla ricerca continuamente della veritá nel web, dietro ad un mondo – sotto ad ogni aspetto – sempre piú falso.

L’esempio di debunking piú recente é quello che riguarda il fenomeno mondiale di Dakota Rose, conosciuta come Kotakoti. L’adolescente americana che con le sue fattezze occidentali pressoché perfette -grandi occhi blu, naso all’insú e capelli d’oro- ha fatto innamorare i giapponesi che ormai l’hanno eletta loro idolo paragonandola alla Barbie, sarebbe frutto di Photoshop. Eliva Hellena sul suo blog, con una vera e propria operazione di debunking, avrebbe smascherato la ragazza che in realtá ha 19 anni e non 16 ed é tutt’altro che perfetta. Dakota sarebbe una specie di maga di Photoshop con il quale avrebbe assottigliato la propria figura e migliorato alcune caratteristiche fisiche, non proprio vicine alla perfezione. Il debunking puó anche far questo, far crollare un mito, ma può anche far altro, ossia ridicolizzare teorie non funzionali al Sistema.

 

 

 

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