Prism: l'occhio onnipresente degli USA?

di Giuseppe Genova
In Misteri
28 giugno 2013
Commenti:

Continua la vicenda Prism, ma con il passare delle ore, il quadro si fa sempre più confuso.

 

[adintend_ads_title]

Comincia ad assumere contorni sempre più preoccupanti il “Datagate“, lo scandalo che sta mettendo, forse per la prima volta, in serie difficoltà il presidente americano Barack Obama.

 

Contorni che possono riassumersi in una parola: “Prism“.

“Prism” sarebbe, secondo Edward Snowden, l’uomo che ha fatto esplodere lo scandalo e che la cui fuga sta mettendo a dura prova le relazioni tra Mosca e Washington, un:

“Programma tentacolare e segreto in grado di monitorare in diretta la comunicazione e le informazioni memorizzate”.

Ma la natura di questo programma non è ancora chiara, se pensiamo che c’è chi ritiene sia un semplice strumento per l’analisi dei dati, come riportato dal The Guardian. Altri avanzano l’ipotesi che Prism sia un programma in grado di catturare direttamente i dati che passano attraverso i cavi, senza bisogno quindi di coinvolgimenti esterni, con la messa a disposizione dei server, delle aziende.

Cosa pensare? Prism è davvero l’anticamera di un mondo stile “1984”? Probabilmente è ancora presto per fare un’affermazione così forte. Una cosa certa però c’è: molte grande aziende, come ad esempio Google, Facebook e Twitter possono essere tenute a concedere l’accesso a molti dei dati presenti sui loro server (email ad esempio) dietro la presentazione di un mandato “Fisa“. Il tutto tramite “Prism”, ovviamente.

[ai_ads]

Tuttavia, come riportato dal New York Times, questa procedura non porta ad una indiscriminata cessione di dati sensibili con pesanti violazioni della privacy. Come svela il giornale americano:

“Gli Avvocati dell’azienda coinvolta esaminano la richiesta Fisa e, se la valutano legittima, depositano i dati richiesti dal governo nella casella postale protetta. Non viene inviato nulla in modo automatico né in maniera massina, e il Governo non ha pieno accesso ai server aziendali”

In sintesi, il quadro sembra ancora molto confuso. Talmente confuso che neanche le aziende che custodiscono i nostri dati sono riuscite ad assumere una posizione comune sulla questione “Prism”.

 

 

 

Commenta la notizia, cosa ne pensi?

 

  • Seguici su Facebook

  • Seguici su G+