Profezie: Non solo Maya. Le profezie del Ragno Nero

di Giuseppe Genova
In Misteri
15 agosto 2013
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Sono in pochi, ormai, coloro che non conoscano quelle che sono le leggende del calendario Maya relativamente al 2012, ma, in realtà, ben prima di questo fenomeno mediatico, l'uomo, nel corso della storia, ha saziato la sua sete di conoscenza, di futuro per mezzo di profeti. Dalle Sibille greche, agli auguri romani, a Sciamani in stati di trance autoindotta per scavare nel terreno dell'avvenire o anche, e non meno importanti, le visioni di mistici Cristiani ispirati dalla voce di Dio. Ripercorriamo una breve storia dei maggiori profeti, cercando di correlare le loro profezie passate alle dilaganti Teorie ultime, per far emergere discrepanze o incredibili analogie, partendo, in questo articolo, dal più famoso di tutti, Michel de Notre-Dame. Iniziando con le sue parole, in merito, un giorno, alla comprensione dei propri scritti: "E gli uomini che verranno dopo di me conosceranno la verità di ciò che dico, perché avranno visto che infallibilmente si realizzeranno vari avvenimenti predetti da me. Sapranno anche quelli che rimangono da compiersi, perché li ho indicati con chiarezza. Allora le intelligenze comprenderanno sotto il cielo: ma solo quando arriva il tempo in cui l'ignoranza si dissipa, il senso delle mie predizioni sarà sempre più chiaro." ..parole con le quali Nostradamus, quasi 500 anni fa, vaticinò la venuta di un tempo nel quale le proprie profezie( o meglio Centurie), dissolto il linguaggio criptico che le riveste, sarebbero state comprese compiutamente dagli uomini

 

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In genere, quando si parla di veggenti, si tende sempre a pensare a personaggi del calibro di Nostradamus, Malachia e Rasputin e non potrebbe essere altrimenti: non molti in effetti conoscono il “Ragno nero“.

 

Questo personaggio, il cui vero nome è ignoto, era un monaco cistercense vissuto all’epoca di Alberto V di Wittelsbach (duca di Baviera) e finito nel dimenticatoio sino al XVIII secolo quando furono ritrovate le sue profezie firmate, appunto, con inchiostro nero e con un segno stilizzato che ricordava un grosso ragno. Le profezie in questione avevano due caratteristiche salienti. Innanzitutto erano strutturate secondo uno schema che accostava una data ad una previsione scritta in prosa dove l’uso di metafore offriva facili spunti di identificazione (ad es. la terra di Pietro indicava l’Italia, gli uomini pipistrello erano gli astronauti, il grande ombelico era la Comunità Europea). L’altra caratteristica dei vaticini consisteva nel fatto che, il più delle volte, riguardavano eventi per noi trascorsi ma poi verificati puntualmente. A tal proposito, il Ragno Nero avrebbe previsto nel 1879 la Rivoluzione Francese, nel 1821 la morte di Napoleone, nel 1914 lo scatenarsi del primo conflitto mondiale e non avrebbe trascurato neanche l’ascesa di Mussolini nel 1924 e la fine di Hitler: in merito a quest’evento la tradizione vuole che – negli anni ’30 – Ludwig Birzer (esperto esoterista del Reich) abbia tradotto e camuffato diverse profezie di questo monaco nelle quali si affermava che la Germania avrebbe iniziato il secondo conflitto mondiale ma che lo avrebbe perso se avesse cominciato le ostilità prima del ’43 (la Germania. tentando la guerra lampo, invase la Polonia nel ’39). Da non dimenticare, poi, le previsione piuttosto recenti sulla morte di un Papa (1963, Giovanni XXIII) e sull’avvento di un Papa straniero (1980, il polacco Giovanni Paolo II) proprio da quell’est nel quale sarebbe dovuto nascere il nuovo Cristianesimo fondato sugli stessi valori che lo avevano sostenuto 2000 anni prima.

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A parte questi fatti, già accaduti e quindi confermati, le previsioni destinate a far ancora parlare di sé riguardano l’avvento dell’Anticristo e la nascita di una nuova umanità. Il primo evento sarà preceduto da segnali quali una carestia che tramuterà le messi in cenere (“la terra non darà più grano”) e un sovvertimento dell’ordine costituito (“le pecore siederanno a tavola e il pastore pascolerà nel prato“): a quel punto si paleserà il “Principe nero” contro cui non basterà nemmeno l’unione di tutte le religioni del mondo. Ad un certo punto e a causa di un nuovo “Giuda”, anche il suo tempo finirà e scompariranno anche coloro che non hanno saputo vivere senza ricchezze e potere: per gli uomini si aprirà la possibilità di un nuovo Paradiso se procederanno, con dolore, ad una purificazione che li porterà, nel corso del tempo, a vivere in armonia con la natura. Un Paradiso, questo, che non sarà eterno: gli uomini, riprecipiteranno nei loro vizi atavici e periranno, intorno al 3017, per una “pioggia di stelle” che porterà a compimento la loro parabola esistenziale.

( Hitler, nel corso della sua ascesa, si appoggiò spesso a veggenti ed esoteristi)

 

 

 

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