Quanto spendiamo in armamenti?

di Redazione
In Misteri
13 luglio 2012
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Le spese degli armamenti mortificano i diritti e beni dei cittadini italiani, ma nessuno dice nulla, nessuno protesta. Anche la nuova finanziaria, nonostante la forte crisi economica del paese, approva in bilancio le enormi spese per gli armamenti, questo ovviamente per proteggere i vantaggi ed i benefici che ne traggono una piccola fetta di eletti, la lobby delle armi che specula in questo settore.

 

Sono pochissimi coloro che hanno l’audacia di denunciare la situazione, tra questi sicuramente padre Alex Zanotelli esponente della “Tavola della Pace” che si è esposta ultimamente anche contro l’abolizione della parata militare del 2 giugno.
In un periodo di forte crisi economica, come quella che sta attraversando attualmente l’Italia, si assiste a tagli alle spese che mettono ancor più in difficoltà il comune cittadino, come le riduzioni dei proventi statali per la sanità, per la scuola, per i disabili, vengono aboliti molti dei diritti dei lavoratori, ma non vengono assolutamente toccate le esorbitanti spese per gli armamenti.
Il movimento dei Verdi europei, “Ecologisti e Civici”, è sceso in piazza per manifestare a favore del disarmo, presentando a Montecitorio una contromanovra che illustra come si possano risparmiare ben 68,3 milioni di euro, utile a risanare il debito pubblico, senza danneggiare ulteriormente i cittadini. Il gruppo ecologista si appella a tutti, chiedendo di diffondere il loro dossier esplicativo e dettagliato che elenca i tagli che è possibile fare e gli sprechi degli armamenti.
• Caccia F-35. L’Italia ha un ordinativo di 15 miliardi di euro per comprare dagli USA 135 caccia F-35, con una spesa quindi di 124 milioni di euro per aereo.
• Eurofighter. In base ad un programma prestabilito l’Italia spenderà ancora 5 miliardi per l’acquisto degli euro fighter, oltre ai 13 miliardi già spesi.
• Aerei senza pilota. In programma l’acquisto di 8 modelli di questo genere per una spesa di 1,3 miliari di euro.
• Elicotteri militari. Pronti all’acquisto di 100 elicotteri NH 90, con una spesa di 4 miliardi di euro.
Navi militari. 10 fregate da guerra Fremm, sono già costate all’Italia 5 miliardi di euro.
• Sommergibili. Stanziati 2 miliardi di euro per comprare 2 sommergibili.
• Sistemi di digitalizzazione. L’esercito si sta dotando di sistemi digitali e il solo progetto, Forza Nec, ha un costo di 650 milioni di euro, la spesa finale stimata è di 12 miliardi.
Fermando le spese sopracitate, si potrebbero risparmiare 43,3 miliardi che sono esattamente il doppio di quello che lo stato sta chiedendo ai cittadini, tartassandoli e dissanguandoli e facendo crollare l’economia italiana. Il Ministero dell’Economia nazionale, può attuare altri tagli a spese pubbliche inutili, evitando di attingere agli enti locali e ai servizi sociali, affamando sempre più le famiglie e le classi meno abbienti. Vediamo quali sono le altre proposte del gruppo Verdi europei.
• Scudo Fiscale. Con un’aliquota dello scudo fiscale al 20%, sarebbero disponibili ancora 7 miliardi di euro.
• Ponte stretto di Messina. Interrompendo il progetto del ponte sullo stretto, ri risparmierebbero 8 miliardi di euro.
• Open Source. Con l’uso di software informatici non di proprietà della PA, si possono risparmiare 400 euro a PC e pertanto una spesa complessiva di 3 miliardi di euro. Consiglieri, parlamentari e loro vitalizi, sarebbero sgravati altri 7 miliardi di euro.
• Sprechi della politica. Eliminando 70% delle auto ministeriali e diminuendo l’indennità di consiglieri, parlamentari e i loro vitalizi, si potranno economizzare 7 miliardi di euro che possono aumentare di parecchio eliminando tutti gli altri sprechi della politica italiana.
• Evasori fiscali. Tassare giustamente coloro che hanno esportato capitali all’estero.

La somma di queste inutili spese del governo, ammonta a ben 68,3 miliardi di euro che oltre a poter essere utilizzati per risanare il debito pubblico, senza mettere in ginocchio l’economia italiana e le finanze dei cittadini, possono essere utili anche dare nuovo slancio al sistema produttivo italiano, soprattutto rivolgendo l’attenzione all’ecologia.
Visto che con il costo di un solo caccia F35, si possono costruire 183 asili nido, è importante che il popolo italiano sia informato e quindi che queste informazioni vengano divulgate.

 

 

 

 

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