Scie chimiche: ma che cosa sono?

di Giuseppe Genova
In Misteri
9 giugno 2012
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Scie chimiche: enorme panzanata o pericolosa realtà? Difficile stabilirlo e, sicuramente, non è questo articolo che ne sancirà l'ultima parola(per carità, anzi invitiamo gli interessati a continuare la ricerca) , ma, di certo, questa fenomenologia va ad accatastarsi con le altre, oggi, imperanti, vedi cerchi di grano, controllo climatico, gruppi di potere che, via via, assumono maggio rilevanza in Rete. Personalmente non possiamo limitarci a constatare di come la presenza di scie in cielo risulti nettamente maggiore rispetto a qualche decina di anni fa.

 

Un dibattito molto sentito è quello che riguarda le cosi dette “scie chimiche”, con questo termine vengono indicate delle tracce -scie appunto- che si osservano occasionalmente nel cielo.

Su questo tema c’è una divisione tra gli sciachimisti (ovvero coloro che reputano questi fenomeni figli un “complotto”) e scettici (che spiegano tali fenomeni dal punto di vista scientifico). Secondo i primi, alcune scie di condensazione vengono rilasciate nell’atmosfera terrestre da parte di speciali e sofisticate strumentazioni montate su aerei; per gli sciachimisti, l’obbiettivo non è chiaro, credono siano tracce biologiche e chimiche che, presumibilmente, vengono rilasciate con l’obbiettivo di modificare le condizioni climatiche zonali.

 

 

Per i secondi invece, sono semplicemente degli effetti di condensazione causati dall’utilizzo dei jet di ultima generazione; in particolare, quando il jet sorvola una certa zona dell’atmosfera particolarmente ricca di umidità, la scia non riesce ad evaporare ma resta condensata per un certo lasso di tempo, anche una o due ore. Non ci sarebbe dunque nulla di misterioso o preoccupante, dei semplici fenomeni chimico-fisici causati dal “traffico aereo”. Inoltre, secondo gli scettici, la tesi delle “scie chimiche” come qualcosa di preoccupante o, frutto di un complotto da parte di sconosciuti, è solo una sorta di trovata pubblicitaria. Il fatto che queste “scie” con il tempo si allarghino a formare un velo, è una conseguenza del vento; esso infatti, porta a un allontanamento delle particelle che, appaiono cosi come un velo. Essendo sparse, dopo qualche minuto evaporano e la scia scompare; queste due sono le spiegazioni del fenomeno noto come “scie chimiche”.

Prendendo pur per vera questa seconda ipotesi, è interessante notare come la stessa FAA (l’agenzia che regola e supervisiona l’aviazione civile negli USA) enumeri precisamente quali siano i parametri necessari perché si formi una scia di condensazione (in inglese “contrail“) riconducibilie, essenzialmente nella presenza di un’ umidità relativa almeno del 70%, temperatura minore di -40°C, quota superiore ai 7/8000 metri.

Sono molti, infatti, coloro che affermano essere costante la presenza  anche in Italia, dalla fine degli anni ’90, di  aerei non di linea, spesso, intenti a voli a quote inferiori agli arei civili e praticanti itinerari fuori dalle usuali rotte, che rilascerebbero da scarichi speciali lunghe scie bianco sporco.
E’ interessante notare, e questo possiamo farlo semplicemente ad occhio nudo, come la presenza di scie a solcare il cielo appaia molto più numerosa di un tempo e la loro persistenza si mantenga anche per ore, allargandosi , talvolta, a velare tutto il cielo con una cappa lattiginosa a schermare il sole.

Favorevoli o scettici, l’unica cosa certa è l’esistenza di precisi progetti, militari e non, da parte degli Stati più ininfluenti nel tentativo di modificare/controllare  le condizioni atmosferiche.  Da questo punto di vista la madre di ogni progetto trova fondamento nello studio Haarp, programma  condotto dalla Nato per analizzare  le proprietà della ionosfera e le avanzate tecnologie nelle comunicazioni radio applicabili nel campo della difesa. Il termine HAARP indica l’acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project: Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza. Non dubitiamo che anche, in questo caso, ci sarà qualche scettico metterne in dubbio l’esistenza, ma da parte nostra ci limitiamo a riportare quanto contenuto in documento, rlasciato nel 2002 a firma di 188 deputati alla Duma: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”, continuando individuano come potenziale rischio  che la ionosfera possa collassare per squilibrio elettrico, concludendo: “Possiamo davvero rischiare di manomettere qualcosa che ancora non comprendiamo del tutto, e che appartiene ad ogni forma di vita (non solo umana) su questo pianeta?”

 

 

 

 

 

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