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Vaccino e terapia intensiva: scendono i posti letto occupati per Covid

Sono giorni frenetici fra le mura della sede dell’Esecutivo per mettere a punto l’inedito provvedimento Covid che dal 26 luglio (data attualmente tutta da confermare) andrà a modificare le regole sul Green Pass, il piano vaccinale, il differimento dello stato d’emergenza e la modifica dei parametri per i cambi di “colore” delle Regioni.

Oggi l’hub urbano rallenterà la sua galoppata, scendendo a 650 dal livello 1.

E l’ipotesi di vararla e allargarne l’utilizzo tra due settimane Il report parla in modo trasparente, il preparato è essenziale per minimizzare il peso percentuale di degenti e di complicazioni mortali.

La Variante Delta può portare a riempire nuovamente le terapie intensive?

Sarebbe stato un tracollo se questo fosse successo dodici mesi fa, in un’ Italia non vaccinata.

Con il vaccino, infatti, si possiede una capacità media di resistere al infezione dell’88,5% che sale al 94,5% per quanto riguarda il pericolo di ospedalizzazione, al 97,3% per il rischio di degenza in Terapia intensiva e al 95,8% contro il decesso, con la fetta 12-39 anni, in quest’evenienza, in cui non si è registrato nemmeno un evento letale.

Se una soggetto ha ricevuto al prima dose di vaccino, questo parametro si riduce di un valore di pressappoco dieci e se uno è vaccinato con due dosi, si riduce di un ulteriore 20.

Nonostante questo presupposto, ha aggiunto Andreoni, “i vaccini proteggono in quantità significativa dalle forme gravi”.

Questi sintomi sono sovente associati alla percezione di mancamento (conseguente di ipotensione).

Pare che il potere esecutivo britannico avesse addirittura pensato di mettere la Francia nella fascia rossa, ossia chiedere ai visitatori francesi di fare un periodo di isoalmento nei Covid hotel a proprie spese, ma in seguito ha fatto marcia indietro per evitare attriti con la Francia.