11 Settembre 2001: i dubbi sul crollo delle Torri Gemelle

di Redazione
In Misteri
3 luglio 2012
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Dopo il tragico attentato dell'11 Settembre 2001 al World Trade Center di New York, l'evento che più di ogni altro ha cambiato la nostra storia recente, sono fiorite molte teorie di natura complottista, che si sono concretizzate in articoli, documentari, libri ed in un film "Fahrenheit 9/11" dell'autore statunitense Michael Moore.

 

Vengono messe in discussioni molte ricostruzioni ufficiali delle autorità Statunitensi, sia per quanto riguarda il volo schiantatosi sul Pentagono a Washington, con dubbi sulla natura del velivolo che ha colpito il ministero della difesa americano e con presunte testimonianze poi secretate ed insabbiate, sia soprattutto per quanto concerne la parte più eclatante dell’attentato: l’attacco alle 2 Torri Gemelle.

Per il complesso del World Trade Center si ipotizza infatti che la causa principale del crollo dei due grattacieli non sia stato l’impatto dei due velivoli, ma una grande quantità di esplosivo appositamente sistemata nei punti nevralgici delle strutture in maniera tale da provocarne il crollo.

 

Il rapporto stilato dal NIST (National Institute of Standards and Technology) viene messo in discussione in molti punti:

– secondo i complottisti, le Torri Gemelle potrebbero essere state demolite intenzionalmente. Ne sarebbero la prova gli sbuffi di fumo tipici delle esplosioni interne;

– all’interno dei piani interessati dagli incendi, la temperatura ha effettivamente toccato gli 800°C, temperatura alla quale l’acciaio della struttura non fonde completamente (tale fenomeno si verifica solo oltre i 1300°C, ma perde circa il 90% della propria capacità portante, causando il collasso della struttura, senza il bisogno di ricorrere ad esplosivi.

– risulta inoltre sospetta per i sostenitori del complotto, la modalità di crollo delle torri (perfettamente verticale). Essi sostenevano che le due torri si sarebbero prima dovute piegare lateralmente, verso la facciata colpita dall’aereo, in quanto il maggior calore localizzato avrebbe danneggiato maggiormente la struttura in quella parte. Gli esperti di costruzioni sostengono invece che il carico statico era uniformemente distribuito al momento del crollo, e questo giustificherebbe il crollo in verticale;

– i complottisti fanno notare come le torri fossero state progettate per resistere all’impatto di un Boeing 707, aereo di dimensioni simili a quelli abbattutisi sul WTC, ma dimenticano che effettivamente la struttura ha retto la sollecitazione dell’impatto, mentre il collasso è dovuto all’incendio;

– Anche il World Trade Center Seven, edificio minore di “soli” 47 piani è bersaglio delle critiche complottiste. La struttura è infatti crollata nonostante fosse stata colpita soltanto da detriti della Torre Nord.

I sostenitori del complotto sostengono inoltre che sarebbe impossibile ridurre torri di tale altezza ad un cumulo di macerie alti poche decine di metri, o polverizzare il cemento a formare la nube che tutti abbiamo visto in TV, in maniera tanto fine senza utilizzare dell’esplosivo, e che, in ogni caso, il crollo non avrebbe dovuto interessare la parte inferiore della struttura.

Anche le macerie stesse sono state messe sotto accusa, non tanto per la loro disposizione e morfologia, ma soprattutto per come queste sono state gestite dalle autorità. L’enorme mole di detriti, che ammonta ad 1.8 milioni di tonnellate di materiali vari sono state sgomberate a tempo di record, completando l’intera operazione di rimozione in soli otto mesi, e riciclando gran parte dell’acciaio recuperato sia per uso edile che per costruzioni navali, togliendo agli inquirenti la possibilità di condurre indagini approfondite che avrebbero permesso di gettare maggior luce su questo drammatico avvenimento. Anche questa particolare efficienza nel rimuovere le macerie è, a detta dei complottisti, sintomo di una necessità di occultare prove.

Anche le diatribe legate a questa tragedia dei nostri tempi sono destinate a protrarsi, senza probabilmente trovare mai i riscontri definitivi che possano dare ragione ad una parte piuttosto che all’altra.

 

 

 

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