Brescia, bimba muore di malaria: il Ministro della Salute invia degli esperti per evitare un contagio

di Redazione
In Cronaca
6 settembre 2017
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Sta facendo discutere il caso di una bimba deceduta presso gli Ospedali Civili di Brescia per la malaria contratta in una struttura ospedaliera di Trento, dove sono appena arrivati gli esperti di immunologia del Ministero della Salute.

 

Il triste episodio è diventato di dominio pubblico ieri ed è finito immediatamente sotto la lente di ingrandimento del Ministero della Salute non solo perché vede protagonista una bambina di soli quattro anni, ma anche per via dei timori relativi a un possibile contagio: Sofia Zago, una piccola paziente in cura presso gli Ospedali Civili di Brescia è morta a causa di una forma di malaria cerebrale che, secondo le prime indagini, sarebbe stata contratta a Trento, dove risiedono i suoi genitori.

La piccola si trovava in vacanza con la famiglia a Bibione (Venezia) quando si è sentita male, ma la disperata corsa nella struttura ospedaliera bresciana non è servita a salvarle la vita. Al momento, tuttavia, il caso è avvolto dal mistero dato che la famiglia Zago non era stata di recente in alcuno dei Paesi a rischio malarico segnalati nella black list del Ministero.

 

L’intervento della Lorenzin
Dopo aver ricevuto i ragguagli sul caso, la titolare del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin, ha spiegato che si tratta di una situazione “potenzialmente molto grave” dato che ci potrebbe essere un rischio di contagio: per questo motivo ha deciso di inviare degli esperti in materia di trasmissione di malattie da parte delle zanzare all’ospedale di Trento dove, in base a quanto si apprende, insieme a Sofia erano ricoverati due bambini provenienti dal Burkina Faso, entrambi affetti da malaria ma poi giudicati guariti dai medici.

Nel caso della bimba deceduta a Brescia potrebbe essere invece stato fatale il fatto che abbia contratto la forma di malaria più pericolosa, quella trasmessa dal Plasmodium falciparum, un parassita che solitamente viene inoculato dalla puntura della zanzara Anopheles. Al momento, tuttavia, si esclude che la persona infetta e che ha contagiato la bambina sia stata punta in Italia, mentre sarebbe arrivata da uno dei Paesi ritenuti a rischio.

 

 

 

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