Burundi, assassinato un medico italiano: l’ex convivente svedese arrestata per l’omicidio

di Redazione
In Cronaca
5 luglio 2017
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Nelle ultime ore è giunta dal Burundi la notizia della morte di Franco De Simone, un medico italiano che da tempo lavorava nel Paese africano: secondo quanto si apprende, a ucciderlo a coltellate sarebbe stata l'ex convivente.

 

L’ASSASSINIO DEL MEDICO ITALIANO IN BURUNDI – La notizia è rimbalzata in Italia dopo la pubblicazione di un tweet da parte di Pierre Nkurikiye, uno dei portavoce delle forze di polizia locali, e che è subito stato ripreso dalle principali agenzie di stampa, allertando quindi anche il Ministero degli Affari Esteri italiano presso la Farnesina: Franco De Simone, un medico 65enne che da tempo risiedeva e lavorava in Burundi, è stato rinvenuto senza vita la scorsa notte nella sua abitazione ubicata a Kiriri, un quartiere residenziale di Bujumbura, la capitale dello stato centro-africano. Nel suo tweet, Nkurikiye ha specificato che, in relazione all’assassinio, era già stata posta in stato di arresto una donna di cui però non era stata rivelata l’identità: solamente in seguito è stato precisato che dovrebbe trattarsi proprio dell’ex convivente di nazionalità svedese di De Simone.

IL PRECEDENTE DELLE TRE SUORE ASSASSINATE – In attesa di chiarire meglio la dinamica dell’efferato crimine, pare che il chirurgo sia stato pugnalato diverse volte con un coltello da cucina e che, negli scorsi mesi, sia stato lui stesso a raccontare ai propri cari di temere per la sua incolumità; fonti della polizia inoltre precisano che Franco De Simone si riferiva proprio a una donna, dalla quale avrebbe ricevuto anche diverse minacce di morte.

 

Dopo aver avuto conferma della sorte del nostro connazionale, la Farnesina si è subito attivata per seguire gli sviluppi della vicenda, tenendosi in stretto contatto non solo con la famiglia di De Simone ma anche con la stessa ambasciata italiana in Burundi che, tuttavia, ha sede a Kampala (Uganda). L’omicidio, inoltre, sta avendo un notevole risalto sui media locali, dato che si tratta del primo caso simile dopo lo scoppio della crisi politica che ha colpito il Paese e anche dopo la morte di tre suore italiane, assassinate nel 2015 in una missione di stanza a Kamenge.

 

 

 

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