"Carnivore": il supercomputer che controlla tutta la nostra navigazione web

di Redazione
In Misteri
21 giugno 2012
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Che sia frutto delle terorie dei più acerrimi complottisti, convinti del progetto di instaurare uan sorta di Stato di Polizia Mondiale o che si pensi, sia solo figlio dei tempi, quel che è evidente è come il controllo delle attività comunicazioni, navigazioni e acquisti dei cittadini sia sempre più onnipresente. Nessuno discute dell'utilità di controllare movimenti, conversazioni telefoniche o transazioni nei riguardi di sospettati o pluripregiudcati, il problema è quando analogo trattamento avviene nei confronti anche dei cittadini comuni, creando le condizioni per violare, di fatto, le più elementari norme di privacy

 

Sicuramente per gli Stati Uniti, l’evento che ha destato più allarmismo e opere di precauzione su larga scala è stato quello dell’attacco alle Torri Gemelle da parte di Al-Qaeda 11 anni fa, ossia nel 2001.

Da allora tutti, ma proprio tutti gli Americani si sono dati un gran da fare, e non da meno è stata l’FBI che ha ben pensato di accelerare i tempi per la realizzazione di un progetto annunciato ed avviato un anno prima del triste fatto. Si tratta del DCS1000, meglio noto alla popolazione americana come “Carnivore”, un super sistema in grado di controllare le e-mail e le conversazioni telefoniche su scala mondiale, sviluppato dall’FBI nei laboratori di Quantico in Virginia.

 

Attraverso questo sofisticatissimo sistema, l’FBI è in grado di intercettare tutto il traffico relativo ai protocolli http, POP 3, SMTP ed FTP. Il progetto relativo a “Carnivore” è stato reso noto il 4 Luglio del 2000 dal famoso quotidiano degli USA, il Wall Street Journal, che produsse un articolo nello stesso periodo in cui il governo degli Stati Uniti stava sostenendo un acceso dibattito per comprendere al meglio se fosse possibile utilizzare tale sistema. Nell’ottobre del 2002, in seguito agli eventi terroristici di Al-Qaeda, il governo statunitense diede la sua approvazione per utilizzare “Carnivore” su scala mondiale, ed inserì il sistema nel reparto antiterrorismo chiamato Patriot Act.
Questo progetto può comunque essere visto come un versione aggiornata del progetto “Omnivore”, che permetteva di controllare i movimenti di un preciso utente nel web e di controllare tutta la sua posta elettronica, e del progetto “Echelon”, un sistema adetto alla sorveglianza e messo in campo dall’NSA nel secondo dopoguerra, precisamente durante il periodo della Guerra Fredda.
Carnivore” è quindi uno sniffer, con la differenza che tale sistema copia sulla sua piattaforma il traffico mondiale e poi lo analizza al fine di intercettare attività illecite.

Inutile sottolineare quanto tale sistema di controllo globale, che non fa distinzioni tra cittadini e criminali, abbia destato preoccupazioni e proteste fra la popolazione che, a valle di questi continui controlli, non si sente più libera e sicura come un tempo, in quanto qualsiasi movimento, anche il più semplice come l’acquisto di CD musicali, film in DVD attraverso siti di e-commerce come Amazon o e-Bay, potranno essere intercettati dall’FBI. Non proprio una bella sensazione. Per questo motivo i difensori delle libertà civili hanno chiesto chiarimenti su tale sistema al Congresso, in modo da limitare la quantità di informazioni che l’FBI può intercettare. Di tutta risposta il Federal Bureau of Investigation ha chiarito che andrà a registrare personalmente le conversazioni senza passare per le società dei telefoni, in modo da garantire la privacy dei cittadini gestendo il tutto in prima persona: un po’ come dire “Fidatevi, il Governo siamo noi!”

 

 

Non tutti i provider sono però d’accordo con questa politica di controllo messa in atto dall’FBI, tanto che, all’inizio della diffusione di questo sistema, uno dei provider si oppose all’installazione fra i suoi server della scatola nera governativa, perché seriamente preoccupato della violazione dei dati dei suoi clienti. Dopo aver intentato causa all’FBI, si è però visto costretto a rinunciare ai suoi nobili intenti, in quanto il giudice che ha valutato il caso si è schierato dalla parte del Bureau. Stando alle parole di James Dempsey, addetto ai lavori del Centro per la democrazia, il problema più evidente e grande del sistema “Carnivore” è l’alone di mistero che vi circola intorno, in quanto l’FBI installa presso i provider queste scatole nere senza fornire informazioni relative al riguardo. Senza ombra di dubbio il Congresso avrà il suo bel da fare, viste le continue lamentele e sollecitazioni ricevute da parte delle organizzazioni per i diritti civili che, a gran voce, chiedono il loro intervento al fine di fare chiarezza e limitare il potere dell’FBI o affinché quantomeno circoscriva il raggio di utilizzo del sistema “Carnivore”. L’FBI ha però assicurato che finora “Carnivore” è stato utilizzato in circa 50 casi per scovare trafficati di droga, criminali hytech e terroristi, ma che allo stesso tempo le richieste per l’utilizzo del sistema stanno aumentando in maniera esponenziale.

 

 

 

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