Caso Cucchi: parla l’ex moglie di uno dei carabinieri coinvolti nelle indagini

di Redazione
In Attualità
7 gennaio 2016
Commenti:

Anna Carino, ex moglie di uno dei carabinieri accusati di aver ucciso Stefano Cucchi, ha deciso di schierarsi al fianco di Ilaria Cucchi e di raccontare tutta la verità.

 

La donna ha deciso di rompere il silenzio e di rendere pubblico quanto riferitole dall’ex marito. Stando alle sue parole, pare che l’uomo abbia raccontato i dettagli della sera dell’arresto di Stefano e che non sia riuscito a nascondere l’orgoglio nell’aver compiuto simili azioni. Raffaele D’Alessandro: è questo il nome del carabiniere coinvolto nelle indagini che pare non abbia avuto alcun timore di vantarsi del pestaggio ai danni di Stefano Cucchi, morto sette giorni dopo l’arresto. Anna Carino non ha potuto fare a meno di scusarsi con Ilaria, la sorella di Stefano. La decisione di raccontare la sua versione dei fatti è legata a doppio filo alla volontà di consentire alla famiglia Cucchi di ottenere finalmente giustizia. Anna Carino, inoltre, ha fatto presente di non aver parlato fino ad adesso solo per paura. La donna è madre di tre figli di cui due avuti proprio con Raffaele D’Alessandro. Ilaria Cucchi, dal canto suo, oltre ad aver ringraziato la donna, ha voluto dimostrarle la sua vicinanza dicendole di comprendere la difficoltà di un simile gesto di estrema umanità. Al momento, la conversazione tra Anna Carino e Raffaele D’Alessandro è oggetto di indagini approfondite. Ad onor del vero, è necessario fare presente che gli investigatori sono in possesso delle intercettazioni di tale scambio verbale.

Solidarietà e vicinanza ad Ilaria Cucchi è arrivata anche da Lucia Uva, sorella di Giuseppe Uva, anche lui morto poco dopo un arresto in circostanze ancora tutte da chiarire. Lucia Uva si è anche rivolta alle Istituzioni chiedendo un intervento più incisivo a seguito degli attacchi del leader della Lega Matteo Salvini e di altri esponenti politici. Moltissime le dimostrazioni di affetto nei confronti di Ilaria Cucchi anche da parte della società civile. Lo sdegno è unanime, non c’è che dire. Non resta che attendere l’esito delle indagini e capire se giustizia sarà fatta sia per Stefano che per tutti gli altri giovani che hanno perso la vita a seguito di un arresto.

 

 

 

 

 

Commenta la notizia, cosa ne pensi?

 

  • Seguici su Facebook

  • Seguici su G+