Caso Regeni, i collaboratori: “Giulio aveva paura”

di Redazione
In Cronaca
12 febbraio 2016
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Giulio Regeni era visibilmente intimorito. A darne prova sono alcuni collaboratori del giovane che hanno raccontato quanto riferito loro dallo stesso Giulio dopo un incontro con i sindacati indipendenti.

 

Stando alle parole dei colleghi di Giulio Regeni, pare che il giovane ricercatore si fosse accorto di essere stato fotografato da un uomo di cui non conosceva l’identità. Lo scatto sarebbe stato effettuato in occasione di una riunione dei sindacati indipendenti.

Com’è noto, i sindacati indipendenti egiziani si oppongono al governo di al-Sisi. Regeni, al termine della riunione, è apparso piuttosto turbato. L’uomo che ha scattato la fotografia, a suo parere, non faceva parte di alcun sindacato e, tra le altre cose, ha lasciato la riunione subito dopo aver immortalato Giulio. Insomma, pare che Regeni avesse il timore di essere controllato da qualcuno.

 

Senza alcun dubbio, si tratta di un elemento fondamentale per le indagini che potrebbe spalancare le porte a scenari del tutto inaspettati. Pochi giorni prima della riunione, il governo egiziano aveva chiesto al sindacato ufficiale una collaborazione stabile e continuativa al fine di emarginare i sindacati indipendenti. Inoltre, dalle indagini è emerso che Giulio Regeni in data 25 gennaio avrebbe dovuto incontrare Hassamein Kashek. Pare che all’incontro avrebbe dovuto partecipare anche Gennaro Gervasio che ha già provveduto a raccontare la propria versione dei fatti in Procura.

Al momento, dunque, gli elementi fino ad adesso raccolti e le testimonianze sono ancora al vaglio degli inquirenti. Ma di che cosa si occupava Giulio Regeni in Egitto e, soprattutto, perché si era recato alla riunione dei sindacati indipendenti? Anche in questo caso, gli elementi forniti dai suoi collaboratori sono stati preziosi per le indagini. Giulio Regeni stava lavorando ad un progetto in stretta collaborazione con i sindacati cosiddetti urbani. Tale dettaglio non è affatto trascurabile poiché pare che le forze di sicurezza locali siano soliti assoldare proprio esponenti della società civile come informatori. A questo punto, non resta che attendere la conclusione delle indagini in merito alla morte del giovane Giulio Regeni nella speranza che, ben presto, si possa chiarire la ragione di un omicidio apparentemente inspiegabile.

 

 

 

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