Condanna per Fra Graziano: il prelato congolese ritenuto colpevole dell’omicidio di Guerrina Piscaglia

di Redazione
In Cronaca
25 ottobre 2016
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La Corte d'Assise di Arezzo ha condannato padre Gratien Alabi, meglio conosciuto come Fra Graziano, a 27 anni di reclusione, ritenendolo responsabile dell'omicidio di Guerrina Piscaglia.

 

CONDANNA PER FRA GRAZIANO – Al termine di un processo durato dodici mesi potrebbe essere stata scritta la parola “fine” a una delle vicende di cronaca nera più controverse degli ultimi anni. La Corte d’Assise del Tribunale di Arezzo ha condannato a 27 anni Gratien Alabi, il sacerdote conosciuto da tutti come Fra Graziano e che era accusato di aver ucciso e poi fatto scomparire il cadavere di Guerrina Piscaglia che, proprio nel giorno della sentenza, avrebbe compiuto 52 anni.
È stata accolta in toto la richiesta del PM Marco Dioni, convinto della colpevolezza del prelato originario del Congo.

La donna era scomparsa più di due anni fa, nel maggio 2014, nei pressi di Ca’ Raffaello, piccola frazione di Badia Tedalda (Arezzo): dopo pochi giorni, la pista dell’allontanamento volontario era stata accantonata a favore di quella di una presunta relazione sentimentale della donna con Alabi, incastrato secondo gli inquirenti da alcuni controlli incrociati sulla sua rubrica telefonica e dagli sms inviati nelle ore successive alla scomparsa della donna.

 

OLTRE IL RAGIONEVOLE DUBBIO? – Da allora non è mai stato ritrovato il cadavere e i giudici hanno dovuto affidarsi unicamente a testimonianze e indizi per ricostruire i fatti. Nonostante le contestazioni del legale del sacerdote, Rizieri Angeletti, che chiedeva l’assoluzione per il proprio assistito dal momento che nessuna delle prove raccolte andava “oltre il ragionevole dubbio”, la Corte presieduta da Silverio Tafuro non ha avuto dubbi nell’emettere il verdetto. Anche per questo motivo, Angeletti ha annunciato che verrà presentato ricorso mentre Fra Graziano ha ascoltato la lettura della sentenza con gli occhi lucidi e senza rilasciare dichiarazioni.

In attesa di capire se ci saranno degli sviluppi, il marito di Guerrina Piscaglia, Mirko Alessandrini, si è detto certo che “giustizia è stata fatta” ma ha rivolto un nuovo appello ad Alabi affinché riveli agli investigatori il luogo dove ha nascosto il cadavere, al fine di dare finalmente alla donna una degna sepoltura.

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