Dramma a Firenze: uccide la madre di 93 anni e poi si suicida

di Redazione
In Cronaca
20 giugno 2016
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Dramma della disperazione nel capoluogo toscano. Un uomo di 73 anni ha sparato alla madre di 93 anni, costretta all'utilizzo della sedia a rotella per una grave forma di decadimento cognitivo; poi, dopo aver compiuto il tragico gesto, si è tolto la vita.

 

Tragico fatto di cronaca nella mattinata di domenica alla periferia di Firenze. Un uomo di 73 anni, Carlo Davitti, ha ucciso con un colpo di pistola la madre di 93 anni, Bruna Innocenti; poi ha rivolto l’arma contro se stesso e si è tolto la vita. Il drammatico episodio è avvenuto presso la residenza sanitaria assistenziale “San Lorenzo”, situata in via del Guarlone nella zona sud del capoluogo toscano.

La donna era stata colpita di recente da una grave forma di decadimento cognitivo che l’aveva anche costretta all’utilizzo della sedia a rotelle; era ricoverata da pochi giorni presso la struttura. Domenica mattina l’uomo, ex guardia giurata ormai in pensione, si è recato lì in visita. Verso mezzogiorno ha spinto la carrozzina della donna  in direzione di un gazebo, posto all’esterno della clinica. A quel punto ha tirato fuori la sua pistola ed ha sparato alla tempia della donna da distanza ravvicinata, colpendola a morte. Poi con la stessa arma si è suicidato.

 

Un’infermiera della struttura, dopo aver sentito i due spari, si è recata sul posto trovandosi di fronte una scena terribile. L’operatrice ha prontamente allertato il 118; i sanitari sono accorsi sul posto nel giro di pochi minuti, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna e dell’uomo. Poco dopo sono giunte sul luogo del delitto anche le forze dell’ordine, accompagnate dal medico legale e dal magistrato d’urgenza; subito disposti i rilievi di rito per chiarire la dinamica dell’episodio.

Ancora poco chiari i motivi del gesto. L’uomo era separato da tempo ed aveva un figlio adulto. Aveva vissuto con la madre fino a quando lei non era stata costretta al ricovero, assistendola amorevolmente; pare che i due fossero molto legati. Dopo l’ingresso in clinica della donna si era ritrovato a vivere da solo. L’ipotesi avanzata dagli inquirenti è che l’uomo abbia compiuto il gesto per disperazione, non riuscendo più a sopportare la solitudine e la condizione di salute della madre, costretta all’immobilità dalla sua malattia. L’ex guardia giurata ha colpito con una pistola regolarmente detenuta; la stessa utilizzata durante gli anni di servizio.

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