Lucca, è morta la donna aggredita e data alle fiamme da un ex collega

di Redazione
In Cronaca
3 agosto 2016
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Una discussione passionale è culminata in una tragedia. Vania Vannucchi, la donna che era stata data alle fiamme da un ex collega, è morta all’ospedale pisano di Cisanello, dove era stata ricoverata.

 

Vania Vannucchi è deceduta stamani alle 6.00 a Cisanello, dopo aver lottato per 18 ore contro le ustioni su quasi il 90% del corpo, provocate dal fuoco appiccato da un ex collega, Pasquale Russo, che è stato arrestato nel pomeriggio di ieri.

La tragedia è accaduta a Lucca, dove la donna risiedeva, nell’area di Campo di Marte presso l’ex ospedale. I due avevano lavorato in passato nello stesso ambito, lei come barelliera per la Coopservice e lui come trasportatore, nella Manutencoop che ha tra i suoi clienti anche la Asl di Lucca. Forse tra i due c’era stata un’amicizia, forse anche una breve relazione, poi la donna aveva trovato lavoro all’ospedale di Cisanello a Pisa, ma Pasquale Russo continuava ad essere “ossessionato” da Vania.

 

Nel primo pomeriggio di ieri, intorno alle 13.00 un appuntamento, forse chiarificatore, sul piazzale dell’ex ospedale lucchese. Russo si è presentato all’appuntamento con una tanica di benzina e ne ha fatto uso cospargendo il corpo della donna, che ha immediatamente cercato di scappare; è stata raggiunta da Russo che le ha dato fuoco con un’accendino, fuggendo subito dopo.

Vania Vannucchi è stata immediatamente soccorsa da tre operai che stavano lavorando presso il magazzino della Asl, che l’avevano sentita gridare mentre fuggiva dal suo aggressore. I tre le hanno gettato addosso dei secchi d’acqua, salvandole momentaneamente  la vita. La donna è riuscita a fare il nome del suo aggressore, che poi i tre hanno riferito alla polizia. Sul posto è arrivato anche l’elicottero Pegaso, che ha preso a bordo la donna trasportandola a Pisa.

Nonostante le cure, proseguite per 18 ore,  le ustioni hanno avuto la meglio e la donna è spirata in mattinata. Pasquale Russo è stato poi arrestato a casa sua, a Segromigno in Monte dove era tornato dopo aver commesso il fatto. Sposato e padre di tre figli, dalle prime risultanze delle investigazioni, sembra che continuasse a effettuare telefonate e lasciare messaggi alla Vannucchi, che però aveva preso le distanze da lui, fino a quell’ultimo incontro che doveva essere chiarificatore.

 

 

 

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