Mafia capitale: arma di Carminati contro le intercettazioni, cos’è e come funziona il jammer

di Redazione
In Attualità
11 dicembre 2014
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Inchiesta di mafia capitale, nella quale emergono, giorno dopo giorno, tutti i vari accorgimenti che Carminati ed il suo gruppo utilizzavano costantemente per sfuggire ai monitoraggi delle Forze dell'ordine, tra i quali lo stesso jammer.

 

Massimo Carminati era conscio del fatto di essere al centro di un’inchiesta e per questo aveva cominciato ad assumere tutta una serie di  accorgimenti, come ad esempio evitare di frequentare gli stessi posti per troppo tempo. Tuttavia, quando non gli è stato possibile evitare di rimanere troppo tempo in uno stesso posto, l’ex membro dei Nar si è avvalso di uno strumento, il jammer, con il quale ha cercato di eludere le cimici e la sorveglianza delle forze dell’ordine.

Questo strumento, che è reperibile senza problemi sul web, anche se normativa europea alla mano risulta essere illegale, altro non è che un disturbatore di frequenze. Sarà un caso poi, ma le società leader in questo settore sono due società italiane. Il jammer è un apparecchio di dimensioni assai ridotte, su cui sono montate una serie di antenne capaci di dare vita a onde di tipo elettromagnetico attraverso le quali si può arrivare a creare problemi di ricezione su alcuni device quali cellulari e microspie oltre che difficoltà nelll’utilizzo delle frequenze “dello spettro elettromagnetico“.
Come per ogni mezzo tecnologico può essere adoperato sia a fini leciti che illeciti. Ad esempio possono risultare fondamentali come rimedio contro le esplosioni innescate attraverso l’utilizzo di un cellulare o come strumento per impedire l’uso dei device mobili a chi si trova incarcere, impedendogli di poter comunicare all’esterno. Vi sono poi gli usi illeciti ed un esempio è stato proprio l’uso che ne ha fatto Carminati, che ha cercato di servirsene per non essere ascoltato dalle Forze dell’ordine. Tuttavia, se questi strumenti possono risultare utilissimi, anche per finalità lecite, vi sono però alcune controindicazioni. Le onde elettromagnetiche messe in circolo possono infatti arrivare ad alzare la temperatura dell’acqua all’interno del nostro corpo o provocare dei malfunzionamenti nei pacemaker.

 

Tuttavia il vero ostacolo al suo utilizzo dovrebbe essere il fatto che, secondo la normativa del’UE si è di fronte a qualcosa di illegale. A questa conclusione, a livello continenatale, si è giunti attraverso una direttiva ed una raccomandazione, le quali hanno visto la luce dopo un lungo confronto tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Nel nostro Paese, inoltre, servirsi di un jammer è una condotta penalmente rilevante. Avendo affermato a livello europeo e italiano la sua natura illegale, questo strumento risulta utilizzabile solo dalle Forze dell’ordine e dagli appartenenti ai servizi segreti e ciò può avvenire solo dopo aver ottenuto un’autorizzazione specifica.
Eppure, come detto, le società italiane produttrici del jammer danno modo, sui propri siti web, di scegliere tra una vasta gamma di dispositivi di questo tipo. La “Imperial Eagle JLT“, che ha la propria sede in un paese del Golfo Persico, consente di effettuare pagamenti con varie modalità, garantisce il prodotto per 12 mesi e la ricezione all’indirizzo indicato dall’acquirente entro due, massimo giorni lavorativi. Il costo è elevatissimo, perchè si va da un minimo di 65 mila ad un massimo di poco meno di 300 mila euro e questo fa ben comprendere la disponibilità economica di cui Carminati godeva.
L’altra ditta italiana che lo produce, ovvero la “Mg Systems“, che ha la propria sede legale a San Marino, rende edotti i propri clienti del fatto che “il jammer è un prodotto considerato fuorilegge all’interno dell’Unione Europea”, ma tuttavia lo rende comunque acquistabile, mettendo a disposizione modelli il cui prezzo varia da 89 a circa 100 mila euro.

 

 

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