Maresciallo dei carabinieri ucciso a Carrara per vendetta

di Redazione
In Cronaca
28 gennaio 2016
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Un maresciallo dei carabinieri è stato ucciso da un ex postino in pensione davanti alla sua porta di casa, a Carrara. L’uomo ha sparato per vendetta, ed è scappato, poi si è costituito.

 

Antonio Taibi, 47enne maresciallo dei carabinieri, è stato ucciso, sulla porta di casa, da un ex postino, ora in pensione. L’omicida ha attirato fuori da casa con una scusa Taibi, e poi lo ha freddato con un colpo di pistola, davanti agli occhi del figlio maggiore, di 17 anni. Dopo aver sparato, l’uomo si è dileguato, per poi costituirsi presso la caserma La Plava di Massa, vicino alla quale prestava servizio anche Taibi.

Il movente dell’omicidio è da ricercarsi nella vendetta trasversale, in quanto il pensionato si era convinto che le vicende giudiziarie dei suoi figli erano legate alle azioni del maresciallo. Negli anni che vanno dal 1996 al 2006, Taibi aveva prestato servizio nel nucleo operativo di Carrara ed aveva svolto delle indagini sui figli dell’assassino, il maggiore dei quali, era stato autore anche di furti in alcune scuole, che “firmava” come “Diabolik”, essendo un grande appassionato del fumetto omonimo.

 

A seguito delle indagini di Taibi, i due ragazzi avevano ricevuto delle piccole condanne, ed avevano anche giurato di non incappare più in tali errori. Nella mattinata di martedì, invece, i due erano stati condannati, in un processo per direttissima, alla pena di un anno ed otto mesi. L’accusa nei loro confronti era di possesso di eroina, e le indagini non erano state condotte del maresciallo Taibi. I due figli dell’omicida non avevano potuto ottenere le attenuanti, viste le loro precedenti condanne. Questo ennesimo guaio giudiziario ha fatto scattare nella mente del pensionato la convinzione che tutto fosse dovuto alle prime indagini svolte da Taibi, e da qui la decisione di vendicarsi, che ha attuato sparando un colpo di pistola da distanza ravvicinata al maresciallo, che è morto sul colpo.

L’uomo si è poi costituito presso un cancelliere della procura che conosceva per i permessi che gli venivano concessi per far visita ai figli in carcere. Sul luogo della sparatoria si sono recati sia Giovanni Semeraro, comandante provinciale dell’Arma, che Aldo Giubilaro, procuratore capo di Massa, sia per l’espletamento delle indagini che per portare il loro cordoglio ai familiari. Un messaggio è pervenuto anche da Angelino Alfano, Ministro degli Interni.

 

 

 

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